Il 16 agosto 2026, la località di Perde Sèmene ha ospitato una cerimonia commovente per ricordare il 31° anniversario della strage di Chilivani un evento che ha segnato profondamente la storia dell’Arma dei Carabinieri in Sardegna. In quel tragico pomeriggio del 16 agosto 1995 i carabinieri Ciriaco Carru e Walter Frau persero la vita mentre tentavano di sventare un assalto a un furgone portavalori lungo la strada statale Sassari-Olbia.
La cerimonia di commemorazione ha visto la partecipazione dei familiari dei due militari, delle autorità locali e religiose, tra cui il vescovo di Ozierimons. Corrado Melis e il comandante provinciale dell’Armacolonnello Antonio Maione. Durante la celebrazione, sono state deposte due corone commemorative davanti alle lapidi che ricordano il sacrificio dei due carabinieri.
L’agguato mortale di Perde Sèmene
Quel pomeriggio del 1995, Carru e Frau, appartenenti al Nucleo radiomobile della Compagnia di Ozieri intercettarono un’autobetoniera rubata nella zona di Perde Sèmene. Mentre procedevano agli accertamenti, furono sorpresi da un commando armato che aprì il fuoco con kalashnikov. Nonostante l’inferiorità numerica, i due carabinieri risposero al fuoco, ferendo alcuni degli assalitori e impedendo la rapina. Purtroppo, entrambi furono colpiti mortalmente.
L’autobetoniera era stata rubata nei giorni precedenti e doveva essere utilizzata per assaltare un furgone portavalori. I banditi riuscirono inizialmente a fuggire, ma uno di loro, ferito, fu arrestato alcune ore dopo nei pressi di Padru. Gli altri componenti del commando furono catturati nei giorni successivi.
Il sacrificio e le medaglie d’oro al valor militare
Per il loro coraggio e il senso del dovere, Ciriaco Carru originario di Bitti e Walter Frau originario di Ossi e cresciuto a Porto Torres furono insigniti della Medaglia d’oro al valor militare. Le motivazioni delle medaglie sottolineano che, nonostante la situazione di palese inferiorità i due carabinieri non si sottrassero all’impari scontro e affrontarono la banda fino a essere colpiti mortalmente.
Il loro sacrificio impedì l’assalto al furgone portavalori e permise di identificare e catturare tutti i componenti del commando. Oggi, i loro nomi sono ricordati come fulgidi esempi di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio.
Una ferita ancora aperta nella memoria collettiva
La strage di Chilivani rimane una delle pagine più drammatiche della storia recente dell’Arma in Sardegna. Ogni anno, il 16 agosto, familiari e istituzioni tornano nel luogo dell’eccidio per rinnovare il ricordo di quei due giovani militari. La cerimonia di oggi ha riportato l’attenzione su quel pomeriggio di 31 anni fa e sul sacrificio di due uomini che, durante un normale servizio di controllo, si trovarono davanti a un commando pronto a sparare pur di portare avanti il proprio piano criminale.
Le lapidi di Perde Sèmene, dove sono sepolti Carru e Frau, rappresentano un simbolo tangibile del loro coraggio e del loro impegno. La comunità continua a fermarsi per rendere loro omaggio, mantenendo viva la memoria di un evento che ha segnato profondamente la storia della Sardegna.



