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Presidi e scioperi uniti contro carenze di organico, stipendi e precarietà

Il 18 giugno il personale in divisa organizza un presidio davanti alla Prefettura di Imperia per chiedere risposte su contratti, stipendi e previdenza; nello stesso periodo lavoratori della cultura manifestano a Genova e Firenze contro la precarietà, le esternalizzazioni e le gravi carenze di organico.

Presidi e scioperi uniti contro carenze di organico, stipendi e precarietà

Nel quadro di una mobilitazione nazionale, il personale in divisa ha convocato una giornata di protesta che tra le iniziative locali prevede un presidio e volantinaggio davanti alla Prefettura di Imperia il 18 giugno. Le sigle sindacali promotrici hanno richiamato l’attenzione su un pacchetto di questioni che toccano contrattiretribuzioni e previdenzadefinendo la situazione complessiva come progressivamente peggiorata e con ricadute dirette sulla capacità di presidio del territorio.

Presidio a Imperia: punti di rottura su contratto e previdenza

Le organizzazioni sindacali che hanno promosso l’iniziativa definiscono il rinnovo contrattuale come un contratto beffa per il triennio 2026-2027, evidenziando uno scostamento significativo tra l’inflazione reale e gli aumenti salariali previsti. A fronte di una dinamica dei prezzi stimata in doppia cifra, i sindacati segnalano aumenti di poco inferiori al 6%, con una perdita di potere d’acquisto che viene quantificata in circa 300 euro mensili sul reddito medio del personale interessato. Tale erosione salariale viene messa in relazione diretta con la qualità della vita delle famiglie e con la dignità professionale degli operatori.

Sul piano previdenziale, la protesta denuncia il ritardo nell’attuazione della previdenza complementare e una dotazione di risorse giudicata insufficiente per garantire un futuro pensionistico adeguato a migliaia di operatori del comparto sicurezza e difesa. La combinazione di bassa crescita salariale e prospettive previdenziali incerte è presentata come un rischio per la tenuta del servizio pubblico e per la capacità degli enti di trattenere personale qualificato.

Impatto locale: carenze d’organico e impieghi straordinari

La provincia di Imperia viene segnalata come particolarmente sotto pressione: la carenza di organico si traduce in turni prolungatiservizi ridotti e difficoltà operative. I sindacati denunciano inoltre l’utilizzo di personale per servizi nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) su scala nazionale, pratica che comporta l’assenza prolungata di operatori dagli uffici di appartenenza e un conseguente indebolimento del presidio territoriale. Secondo i promotori, questa deviazione delle risorse incide anche sulle attività ordinarie delle volanti e sulla presenza quotidiana delle forze dell’ordine nelle città.

Scioperi della cultura a Genova: numeri e contestazioni sull’esternalizzazione

A Genova lavoratrici e lavoratori della cultura hanno organizzato un presidio davanti alla Prefettura per denunciare carenze d’organico che in alcuni istituti sfiorano il 50% e per contestare la diffusione di forme di lavoro povero determinate dalle esternalizzazioni. I dati citati dalle rappresentanze sindacali segnalano situazioni critiche in vari enti: 95 dipendenti su 135 alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, 125 su 178 ai Musei nazionali, 26 su 45 all’Archivio di Stato e 39 su 68 alla Biblioteca Universitaria. A queste cifre si aggiungono circa 20 addetti su 50 negli Archivi di Savona, Imperia e La Spezia.

I sindacati locali hanno puntato il dito contro la gestione affidata a cooperative o soggetti privati per servizi fondamentali come la sicurezza e l’accoglienza, sottolineando che tali scelte generano lavoro povero e meno tutele per i lavoratori. Nelle parole dei rappresentanti, la trasformazione di parti consistenti del servizio pubblico culturale in gestione privata ha effetti negativi sia sui salari sia sulla qualità del servizio offerto ai cittadini e ai turisti.

Richieste sindacali e proposte locali a Genova

Tra le istanze avanzate in piazza c’è la richiesta di un protocollo d’intesa tra sindacati, Comune di Genova e area ministeriale per un piano di valorizzazione che metta al centro anche la sinergia con il turismo crocieristico. L’obiettivo indicato è mantenere il lavoro pubblico nell’ambito della gestione dei musei e delle biblioteche civiche, contrastando processi di esternalizzazione che, a giudizio dei promotori, sono iniziati con scelte delle giunte precedenti e ora interessano diversi siti e servizi cittadini.

Presidi a Firenze: Uffizi e la mobilitazione nazionale del settore cultura

A Firenze la protesta si è concentrata nel piazzale degli Uffizidove decine di lavoratori della cultura hanno partecipato al primo sciopero nazionale del settore con adesioni che hanno unito sindacati pubblici, rappresentanze dei precari e associazioni del lavoro culturale. Le ragioni del conflitto includono la precarietà diffusala sottoremunerazione, il ricorso a partite Iva improprie, contratti di subappalto e l’assenza di tutele previdenziali per lavoratori intermittenti e appaltati.

Negli interventi pubblici i rappresentanti sindacali hanno sollecitato misure concrete: assunzioni dirette, stabilizzazioni, contratti rinnovati con salario dignitoso e strumenti di reddito per i lavoratori con carriere discontinue. Sono state inoltre richiamate le scelte di politica pubblica che, a detta dei manifestanti, privilegiano voci di spesa diverse rispetto al finanziamento della cultura, con impatti evidenti su musei, biblioteche e servizi territoriali.

Le mobilitazioni nelle tre città esprimono una convergenza sui nodi strutturali che attraversano settori diversi: da un lato la sicurezza e la tutela del personale in divisa, dall’altro la difesa del lavoro nella cultura contro esternalizzazioni e precarizzazione. Entrambe le vertenze mettono al centro la richiesta di risposte concrete su stipendiorganici e tutele previdenzialisottolineando come la garanzia dei diritti dei lavoratori sia considerata essenziale per la sicurezza collettiva e la qualità dei servizi pubblici.

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