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Transizione energetica in Sardegna: l’appello per tutelare paesaggio e agricoltura

La Sardegna si mobilita per una transizione energetica che rispetti il territorio. Scopri l'appello firmato da oltre 100 sindaci e 500 sottoscrittori.

Transizione energetica in Sardegna: l’appello per tutelare paesaggio e agricoltura

La Sardegna sta vivendo un momento cruciale nel dibattito nazionale sulla transizione energetica. Un’ampia coalizione di amministratori locali, associazioni e cittadini ha lanciato un appello alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo una pianificazione nazionale che coniughi lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura e del patrimonio culturale.

L’iniziativa è promossa da TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione un movimento che ha raccolto oltre 500 adesioni, tra cui oltre 100 sindaci e numerosi rappresentanti del mondo accademico e associativo. Tra i firmatari sardi figurano i sindaci di Villanova Tulo, Genoni, Mogorella, Albagiara, Orgosolo, Nurallao, Esterzili e Laconi insieme a personalità come Claudio Zucca professore associato di Pedologia presso l’Università degli Studi di Sassari, e Graziano Bullegas di Italia Nostra Sardegna.

L’appello per una pianificazione nazionale

L’appello sottolinea l’esigenza di una pianificazione nazionale efficace che indirizzi lo sviluppo delle fonti rinnovabili verso aree già compromesse o industrializzate, evitando la trasformazione di campagne, montagne e paesaggi di elevato valore ambientale e culturale. Secondo i promotori, gli investimenti dovrebbero privilegiare l’utilizzo dei tetti degli edifici, delle aree produttive dismesse, dei parcheggi, delle cave esaurite, dell’autoconsumo e delle comunità energetiche, limitando il consumo di suolo agricolo.

La transizione energetica rappresenta un obiettivo necessario per aumentare la sicurezza energetica del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero, ma deve essere accompagnata da una programmazione chiara e vincolante. Il rischio, denunciano i firmatari, è quello di trasformare vaste aree rurali italiane in piattaforme industriali diffuse senza una valutazione complessiva degli impatti sul territorio.

Le criticità del modello attuale

Nel mirino dell’appello non sono le energie rinnovabili in sé, ma un modello di sviluppo ritenuto privo di una visione strategica. I firmatari chiedono che gli investimenti siano concentrati prioritariamente su superfici già artificializzate, come tetti di edifici pubblici e privati, aree industriali dismesse, parcheggi, cave esaurite, sistemi di autoconsumo e comunità energetiche, limitando il consumo di suolo agricolo.

Secondo TESS la tutela del paesaggio non rappresenta un ostacolo alla decarbonizzazione, ma una condizione necessaria per garantire una transizione equilibrata e sostenibile. Il paesaggio italiano viene indicato come una risorsa economica, ambientale e identitaria, alla base di settori strategici come turismo e agroalimentare.

Le difficoltà del quadro normativo attuale

L’appello evidenzia inoltre le difficoltà legate all’attuale quadro normativo, caratterizzato da sovrapposizioni tra norme nazionali e regionali e da un crescente ricorso ai tribunali amministrativi per dirimere i conflitti sui nuovi impianti. Secondo i promotori, la trasformazione del territorio non può essere affidata esclusivamente al contenzioso, ma necessita di una strategia pubblica stabile che stabilisca con chiarezza dove gli impianti possano essere realizzati e quali aree debbano essere escluse.

Un altro tema sollevato riguarda il principio di pubblica utilità attribuito a molti progetti energetici, che può aprire la strada a procedure di esproprio nei confronti di proprietari agricoli e comunità locali. Secondo i firmatari, occorre interrogarsi sull’utilizzo di tale strumento quando gli interventi generano soprattutto benefici economici privati a fronte di trasformazioni permanenti del territorio.

Le personalità che sostengono l’appello

L’iniziativa è sostenuta anche da numerose personalità del mondo della cultura, dell’università e della tutela del paesaggio, tra cui la cantautrice Nada Malanima il docente di Urbanistica dell’Università di Firenze David FanfaniAntonio E. Longo del Politecnico di Milano, Massimo Rovai dell’Università di Pisa, Paolo Agnelli del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Paolo Maddalena già vicepresidente della Corte Costituzionale, Ugo Mattei di Generazioni Future il direttore d’orchestra Manlio Benzi il direttore della fotografia Paolo Carnera il professor Massimo Ammaniti oltre a numerosi altri esponenti del mondo accademico, scientifico e culturale.

Dalla Sardegna arriva L’Isola, oggi al centro del dibattito nazionale sullo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili, conferma attraverso amministratori locali, associazioni e rappresentanti della società civile la richiesta di una transizione energetica governata con una visione di lungo periodo, senza compromettere il patrimonio agricolo, ambientale e culturale della Sardegna.

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