In Sardegna, l’applicazione della legge regionale sul fine vita procede a macchia di leopardo. A quasi dieci mesi dall’entrata in vigore della legge regionale n. 26 del 18 settembre 2026, due aziende sanitarie locali, la Asl 5 di Oristano e la Asl 2 della Gallura non hanno ancora nominato le commissioni multidisciplinari permanenti previste dalla norma.
Queste commissioni sono fondamentali per avviare le procedure introdotte dalla legge, che peraltro è al centro di un ricorso del governo davanti alla Corte costituzionale. L’associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale ha deciso di presentare una richiesta di accesso agli atti alle due aziende sanitarie per conoscere lo stato della nomina delle commissioni.
I ritardi nelle nomine delle commissioni multidisciplinari
La legge regionale imponeva alle aziende sanitarie di istituire le commissioni multidisciplinari entro quindici giorni dall’entrata in vigore della norma, Tuttavia, le Asl di Oristano e Gallura hanno accumulato un ritardo di 290 giorni rispetto alla scadenza prevista.
Per quanto riguarda l’Asl di Oristano, i dati pubblicati sul sito istituzionale mostrano che la procedura è stata soltanto avviata. L’azienda ha diffuso una manifestazione di interesse per la costituzione della commissione, fissando al 10 luglio 2026 il termine per le candidature. Tuttavia, alla stessa data non risulta ancora alcuna delibera di nomina dei componenti. Anche le delibere più recenti pubblicate il 16 e 17 luglio 2026 riguardano materie diverse e non contengono l’atto istitutivo richiesto dalla legge.
Per l’Asl 2 Gallura, alla stessa data non risulta pubblicata alcuna delibera di nomina della commissione multidisciplinare né alcun avviso preparatorio nella sezione ufficiale degli avvisi e delle comunicazioni.
Le conseguenze dei ritardi
Le altre aziende sanitarie che hanno provveduto alla nomina delle commissioni lo hanno fatto con ritardi gravissimi rispetto alla scadenza del 3 ottobre 2026. Ad esempio, l’Asl 6 Medio Campidano ha accumulato 146 giorni di ritardo, l’Asl 3 Nuoro 201 giorni, l’Asl 1 Sassari 265 giorni, l’Asl 4 Ogliastra 265 giorni, l’Asl 8 Cagliari 275 giorni e l’Asl 7 Sulcis 280 giorni.
“Dove la commissione non esiste, una legge approvata dal Consiglio regionale resta lettera morta”, spiegano le referenti dell’associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale, Valentina Campus e Laura Di Napoli. “E le persone malate vengono lasciate sole davanti alla sofferenza e all’incertezza.”
“Il prolungato ritardo della Asl 2 della Gallura e della Asl 5 di Oristano è soprattutto la negazione della scelta per chi soffre di malattie incurabili”, sottolinea Campus. “Non possiamo, per un ritardo burocratico, negare il diritto di scelta a chi soffre.”
“È inaccettabile”, aggiunge Di Napoli, “che le Asl territoriali della Gallura e di Oristano continuino a ignorare il diritto alla scelta dei malati.”
Un arcipelago di diritti
Il dato politico, prima ancora che amministrativo, è limpido: la Sardegna ha approvato una legge di civiltà, ma una sua parte continua a non applicarla integralmente. Il risultato è un arcipelago di diritti, in cui l’accesso a una procedura prevista dalla legge dipende ancora dal territorio in cui una persona vive, soffre e attende risposta.
“Questi ritardi non sono un dettaglio amministrativo”, scrivono le coordinatrici Valentina Campus e Laura Di Napoli. “Ma la misura concreta di una disuguaglianza intollerabile.”



