La Regione Sardegna ha annunciato un piano straordinario per l’assunzione di 1.500 nuovi professionisti sanitari tra cui 1.000 infermieri e 500 medici. Questo provvedimento mira a rafforzare il Servizio sanitario regionale e a garantire un’assistenza più efficiente ai cittadini.
L’iniziativa è stata accolta con favore dai sindacati Cisl SardegnaCisl fp Sardegna e Cisl Medici Sardegna che vedono in questo piano un passo fondamentale per migliorare la qualità dei servizi sanitari nell’isola.
Le dichiarazioni dei sindacati
Pier Luigi Ledda segretario generale della Cisl Sardegna ha dichiarato: “È una scelta che va nella direzione che sosteniamo da tempo. Rafforzare gli organici per garantire ai cittadini un servizio sanitario più efficiente, ridurre il sovraccarico di lavoro degli operatori e rendere effettivo il diritto alla salute.”
La Cisl considera questo piano un primo passo verso l’attuazione degli impegni contenuti nel Protocollo sottoscritto il 4 tra la Regione Sardegna e i sindacati CgilCisl e Uil.
La carenza di professionisti sanitari
Massimo Cinus segretario generale della Cisl Fp Sardegna ha sottolineato che “Oggi la vera emergenza è la carenza di professionisti sanitari. La carenza di medici, infermieri e altre figure sanitarie rende estremamente complesso raggiungere integralmente gli obiettivi annunciati.”
Per questo motivo, i sindacati chiedono che le procedure di reclutamento vengano avviate immediatamente, evitando ritardi burocratici che potrebbero compromettere l’attrattività del sistema sanitario regionale.
Le sfide future
Secondo la Cisl è necessario aprire un confronto stabile con le università e le facoltà di Medicina e Chirurgia nonché con i corsi di laurea delle Professioni sanitarie per aumentare i posti disponibili e programmare il fabbisogno dei prossimi anni.
“Il problema non è soltanto assumere nuovi medici, ma creare le condizioni affinché decidano di lavorare e di restare in Sardegna”, ha evidenziato Maura Orrù segretaria della Cisl Medici Sardegna.
Orrù ha sottolineato la necessità di condizioni di lavoro adeguate una reale valorizzazione professionalepercorsi di carriera chiariformazione continua e incentivi per le sedi più disagiate. Solo così sarà possibile contrastare la crescente difficoltà nel reperire specialisti e garantire la continuità dell’assistenza.



