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Dalle aziende al basket: come lo sport sostiene la comunità

Dalle aziende di Occhiobello al basket brindisino, lo sport si trasforma in un veicolo di solidarietà, con donazioni per defibrillatori e raccolte sangue.

Dalle aziende al basket: come lo sport sostiene la comunità

Lo sport non è solo competizione e divertimento, ma può diventare un potente strumento di solidarietà. In diverse parti d’Italia, le manifestazioni sportive stanno dimostrando come sia possibile unire l’amore per il gioco alla cura della comunità. Due esempi recenti mostrano come questo sia possibile: a Occhiobello, dove un’azienda ha donato un defibrillatore, e a Brindisi, dove il basket si è trasformato in un’occasione per raccogliere sangue.

Occhiobello: il torneo delle aziende che dona un defibrillatore

La terza edizione del Torneo delle aziende di Occhiobello si è conclusa con un gesto di grande valore sociale. La squadra vincitrice, Welding Duebi ha deciso di destinare il premio in denaro, pari a 1.500 euro all’acquisto di un defibrillatore per la comunità. L’assegno è stato consegnato alla giunta comunale, con la sindaca Bononi che ha espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa.

“Ringraziamo chi ha partecipato e organizzato il torneo estivo e l’azienda Welding Duebi, che dona un’attrezzatura salvavita da aggiungere a quelle già presenti affinché lo sport possa essere praticato in sicurezza”, ha dichiarato la prima cittadina. Nicola Barotti, titolare di Welding Duebi, ha sottolineato il ruolo sociale delle imprese: “L’imprenditore è anche un interlocutore con il territorio: non dobbiamo guardare solo al business, ma anche alla solidarietà e all’impegno sociale, come dimostra, in questo caso, l’acquisto di un defibrillatore.”

Brindisi: il basket che organizza raccolte sangue

Anche a Brindisi, lo sport si è trasformato in un’occasione di solidarietà. Dopo il successo del Torneo dei Rioni che ha permesso di installare un nuovo defibrillatore pubblico, l’ASD Robur Brindisi e l’associazione Pane e Basket hanno organizzato una raccolta straordinaria di sangue in occasione della serata finale del torneo Over 45 “Addò Giurgola”.

L’evento, che si è tenuto in Piazza Santa Teresa ha visto la partecipazione dell’autoemoteca della ASL Brindisi dalle 17:30 alle 20:00. Nicoletta Caiulo, presidente della Robur Brindisi, ha spiegato l’importanza dell’iniziativa: “Dopo lo straordinario successo del Torneo dei Rioni, in cui la nostra comunità sportiva si è unita per donare alla città un defibrillatore, vogliamo fare un ulteriore passo in avanti sulla strada della solidarietà.”

L’obiettivo della società è sfruttare la grande affluenza di pubblico delle finali Over 45 per intercettare donatori storici e, soprattutto, sensibilizzare le nuove generazioni al gesto del dono. “La nostra società opera quotidianamente con i bambini della scuola elementare al rione Sant’Elia: la nostra mission è far comprendere l’importanza del donare e bisogna iniziare proprio dai bambini”, ha aggiunto Caiulo.

Un appello contro l’emergenza estiva

L’iniziativa punta a contrastare la storica carenza di sacche di sangue che colpisce le strutture sanitarie durante i mesi più caldi. Partendo dal lavoro educativo svolto quotidianamente nel quartiere Sant’Elia e grazie alla preziosa sinergia con la sanità locale, la Robur Brindisi punta a trasformare l’evento sportivo in una vera festa del dovere civico e dell’orgoglio comunitario.

La stretta collaborazione tra la Robur Brindisi, la ASL e i partner sociali dimostra ancora una volta come lo sport brindisino sappia davvero “fare squadra”, unendo le generazioni – dai bambini del minibasket fino ai veterani – per il benessere collettivo e la tutela della salute della cittadinanza.

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