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Carta Carbonia 2026: quattro giorni di cultura, letteratura e memoria a Carbonia

Carta Carbonia 2026 ha chiuso i battenti con un successo straordinario, offrendo al pubblico quattro giorni di incontri, reading, laboratori e spettacoli.

Carta Carbonia 2026: quattro giorni di cultura, letteratura e memoria a Carbonia

Il festival Carta Carbonia 2026 ha concluso la sua terza edizione con un successo straordinario, trasformando la città mineraria in un vivace palcoscenico di cultura e innovazione. Dal 23 al 26 luglio, l’Arena Mirastelle ha ospitato una serie di eventi che hanno unito letteratura, memoria, musica e nuove forme di espressione, attirando un pubblico diversificato e partecipativo.

L’edizione di quest’anno, dedicata al tema Dove la memoria incontra il presente ha spaziato in diversi ambiti del sapere, offrendo un programma ricco e variegato che ha coinvolto grandi protagonisti della scena nazionale e nuove voci emergenti. Il festival è stato promosso dal comune di Carbonia, con il sostegno del Fondo FSE+ della Regione Sardegna e il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

La terza serata: un mix di narrazione, letteratura e attualità

La terza serata del festival ha visto una serie di incontri di alta qualità, aperti da Matteo Caccia e Giulia Bertasi con lo spettacolo Orazio Live. Caccia ha portato sul palco il suo stile unico di narrazione, trasformando episodi e vicende individuali in racconti capaci di parlare a tutti. Il pubblico è stato immerso in una dimensione sospesa tra racconto radiofonico, ascolto dal vivo e immaginazione, grazie a dettagli, pause e suggestioni sonore.

La serata è proseguita con Francesco Piccolo, che ha raccontato gli ultimi anni di Totò in un incontro dedicato a Cosa sono le nuvole. Piccolo ha ricostruito la vita e la carriera del grande attore napoletano, andando oltre l’immagine più conosciuta e popolare. Attraverso il cinema, gli incontri professionali e le trasformazioni dell’Italia del secondo dopoguerra, ha restituito al pubblico una figura complessa, segnata dal successo ma anche dalla fatica e dalla malinconia.

Alle 21.40, Massimo Franco ha guidato il pubblico dentro le dinamiche politiche, economiche e diplomatiche che attraversano il Vaticano e i rapporti internazionali. Con Papi, dollari e guerre Franco ha affrontato il ruolo della Santa Sede negli scenari di guerra, i rapporti con le grandi potenze e le tensioni interne alla Chiesa. Attraverso fatti, retroscena e chiavi interpretative, ha offerto al pubblico strumenti per comprendere un sistema complesso.

A chiudere la serata è stato il reading Carbonia dedicato alla nascita, alle ferite e alla memoria della grande città mineraria. Questo spettacolo ha riportato al centro la storia di Carbonia, offrendo al pubblico un momento di riflessione e commemorazione.

La giornata conclusiva: formazione e creatività

La giornata conclusiva del festival, domenica 26 luglio, ha visto la presentazione degli elaborati della Scuola di Scrittura Genius II dedicata quest’anno al linguaggio del podcast. I partecipanti hanno realizzato un podcast collettivo dedicato a Carbonia, attraverso interviste, registrazioni e esplorazioni del territorio. La restituzione pubblica ha permesso di condividere con il pubblico non solo il risultato finale, ma anche il processo creativo e il lavoro svolto durante il laboratorio.

Tra i momenti più significativi della giornata, la presentazione del lavoro realizzato durante il Workshop Haiku condotto da Daniela Cimino e curato dall’Associazione Cherimus. I partecipanti hanno sperimentato la forma breve della poesia giapponese, lavorando sulla capacità di condensare emozioni, sensazioni e frammenti di realtà in pochi versi.

Il festival ha anche ospitato la mostra AS IT IS – Giovanni Coda Exhibition curata dal direttore artistico di Carta Carbonia, Giovanni Follesa. La mostra ha presentato trentacinque anni di ricerca fotografica di Giovanni Coda, attraversando temi centrali come il corpo, l’identità, il desiderio, la perdita, la luce e la memoria.

Un successo che guarda al futuro

Il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, ha dichiarato che Carta Carbonia si conferma uno degli appuntamenti culturali più significativi della città. In soli tre anni, il festival è cresciuto moltissimo, ampliando il proprio programma e la qualità delle proposte. Morittu ha annunciato che si sta già lavorando a un nuovo appuntamento, previsto per aprile 2027, dedicato alle nuove forme di espressione, ai linguaggi contemporanei e al fumetto.

L’assessora della Cultura del comune di Carbonia, Giorgia Meli, ha sottolineato che la giornata conclusiva ha rappresentato perfettamente lo spirito di Carta Carbonia: un festival capace di affiancare alle voci autorevoli della letteratura e della cultura contemporanea la formazione, la creatività e la partecipazione attiva delle nuove generazioni. La presenza dei più giovani è stata un valore aggiunto, confermando l’importanza di costruire occasioni culturali nelle quali possano riconoscersi, esprimersi e sperimentare nuovi linguaggi.

Giovanni Follesa, direttore artistico di Carta Carbonia, ha affermato che la terza edizione del festival rappresenta un progetto culturale sempre più ampio e partecipato. Quest’anno, accanto alle presentazioni di libri e agli incontri con autrici e autori, sono state inaugurate una mostra fotografica e rafforzate le offerte formative, come la Scuola Genius dedicata al podcasting. Follesa ha espresso soddisfazione per la partecipazione ampia e diversificata, che ha visto la presenza di residenti, amici arrivati da altre parti della Sardegna e numerosi turisti.

Carta Carbonia 2026 ha chiuso i battenti con un successo straordinario, lasciando il segno nella città mineraria e guardando con entusiasmo al futuro. Un festival che ha unito memoria e innovazione, offrendo al pubblico un’esperienza culturale unica e indimenticabile.

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