25 ottobre 2026 🌤 17° Allerta gialla · vento · fino 26 ottobre 00:59

Mostra a Nuoro: l’incontro tra pittura e oreficeria sarda dal Settecento al Novecento

A Nuoro, la mostra Coronas e altri rituali esplora il legame tra arte e tradizione sarda attraverso gioielli e opere d'arte dal Settecento al Novecento.

Mostra a Nuoro: l’incontro tra pittura e oreficeria sarda dal Settecento al Novecento

Nel cuore di Nuoro, la mostra Coronas e altri rituali sta attirando l’attenzione di appassionati d’arte e curiosi. Allestita presso l’Isola di MAN questa esposizione unica si svolge dal 12 agosto al 27 settembre 2026 e offre un viaggio affascinante tra la pittura e la scultura sarda dell’Ottocento e del Novecento e l’antica arte dell’oreficeria barbaricina e isolana.

Curata da Agostino Basile la mostra nasce dall’idea che il gioiello tradizionale non sia solo un ornamento estetico, ma un simbolo identitario e spirituale. Come spiega il curatore, il gioiello accompagna la vita umana dalla nascita sino alla morte e protegge le persone dalle insidie del malocchio.

Un percorso tra fede e paganesimo

Il percorso espositivo si snoda tra diverse tipologie di manufatti, partendo dai gioielli per la chiusura dell’abbigliamento come i butones e i fermàglios fino ai rosari e alle reliquie legati al sentimento religioso, tra cui coronastestales e pungas.

Trovano spazio anche i monili dedicati alla cura della persona come ispurgadentes e nuscheras le collanas per l’ornamento e una variegata selezione di amuleti, talismani e reliquie impiegati contro il malocchio come gli allèrios. Un esempio emblematico è rappresentato da sa punga una piccola teca-reliquia che racchiude al proprio interno sia un significato religioso con immagini di santi, sia una valenza popolare fatta di preghiere e formule magiche.

La maestria degli orafi sardi

L’esposizione offre un affascinante susseguirsi di rosari realizzati in finissima filigrana d’argento con madreperla, lapislazzuli, paste vitree sfaccettate e coralli. I bottoni e i fermagli in oro mostrano l’altissima perizia dei maestri orafi sardi: se i bottoni di forma mammellare e a pigna rimandano al concetto della fertilità, i fermagli nascondono una funzione apotropaica grazie alla loro forma oculare e ai tre tintinnaboli pensati per allontanare le negatività.

Un interesse particolare è suscitato dagli amuleti tradizionali della Barbagia e dell’intera isola, tra cui spiccano sos abaneddos con pietre nere come ossidiana o onice incastonate nell’argento, sas pungas e sas fricas in corallo e ossidiana. Anche le catene con corpi di bottone, portaprofumi e il nettaorecchie evidenziano una doppia utilità, unendo l’igiene personale a un significato fortemente protettivo.

L’incontro tra arte e oreficeria

Ad arricchire il valore dell’esposizione è il continuo confronto con le opere della collezione permanente del MAN. La Sposa moderna di Edina Altara e la Sposa di Ollolai di Carmelo Floris insieme alle figure femminili dipinte da Francesca Devoto mostrano abiti e monili come segni tangibili di appartenenza a una comunità.

Francesco Ciusa restituisce la forza simbolica del costume tradizionale attraverso la celebre cuffietta di Desulo, mentre gli scatti fotografici di Franco Pinna documentano i riti, le feste e i momenti di vita collettiva che hanno preservato la memoria dell’isola. Si compie così l’incontro virtuoso tra s’Arte in manos dei grandi artisti del Novecento e la straordinaria maestria manuale degli artigiani orafi.

La mostra Coronas e altri rituali è visitabile fino al 27 settembre 2026 negli spazi di Isola di MAN in via Sebastiano Satta 27 a Nuoro. Gli orari di apertura vanno dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00, con giorno di chiusura fissato il lunedì.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app