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Sovraffollamento carceri Sardegna: dati allarmanti e criticità strutturali

Le carceri sarde sono in una situazione di emergenza senza precedenti. Scopri i numeri record di detenuti e le criticità che mettono a rischio la sicurezza e la salute di tutti.

Sovraffollamento carceri Sardegna: dati allarmanti e criticità strutturali

La Sardegna sta affrontando una crisi senza precedenti nel sistema penitenziario. Al 31 agosto 2026, le carceri dell’isola hanno raggiunto il loro massimo storico di detenuti, con numeri che mettono a dura prova le strutture e il personale. La situazione è resa ancora più critica dalla mancanza di personale sanitario e dalla presenza di un numero crescente di detenuti stranieri.

Maria Grazia Caligaris, presidente di Socialismo Diritti Riforme (Sdr), ha lanciato un allarme preoccupante: “La Sardegna ha raggiunto il massimo storico di detenuti presenti negli Istituti Penitenziari. I dati del Ministero, 2451 presenze, al 31 agosto, per 2583 posti, nascondono due importanti realtà. Non vengono infatti conteggiati le 90 celle già occupate dai 41bis a Sassari Bancali e i 300 posti ‘liberi’ per lavori a Badu ‘e Carros.”

Sassari e Cagliari: le carceri più critiche

Le due principali case circondariali, Sassari-Bancali e Cagliari-Uta sono quelle che stanno vivendo la situazione più critica. A Sassari, ci sono 607 detenuti su 458 posti regolamentari, con un tasso di occupazione del 132,5%. Se si aggiungono i 90 detenuti sottoposti al regime di massima sicurezza, la percentuale supera il 152%.

A Cagliari-Uta, la situazione è altrettanto preoccupante: 748 detenuti a fronte di 561 posti, con una presenza pari al 133,3%. La situazione è destinata a peggiorare con l’arrivo dei 90 detenuti al 41 bis previsti nell’istituto. “La Sardegna è ormai satura per numero di persone private della libertà ma nulla è cambiato per il personale medico, infermieristico e della sicurezza”, afferma Caligaris.

Detenuti stranieri e carenza di mediatori culturali

Un altro aspetto critico è la presenza significativa di detenuti stranieri, 773 complessivamente. Le nazionalità più rappresentate sono marocchini (159), tunisini (82), nigeriani (77) e algerini (76). La concentrazione maggiore è nelle due strutture più affollate: 201 a Cagliari e 197 a Sassari.

“Anche la provenienza degli stranieri è un tratto da tenere in considerazione per lo scarso numero di mediatori culturali e per le difficoltà della convivenza in spazi angusti per l’elevato numero di persone in cella”, sottolinea Caligaris. La carenza di mediatori culturali rende la convivenza negli spazi angusti ancora più complessa, esacerbata dall’ondata di caldo e da numeri mai visti prima per quanto riguarda la popolazione detentiva femminile, salita a 57 presenze.

La crisi del personale sanitario

La situazione non sembra destinata a migliorare anche perché a breve scadono i contratti dei Medici Penitenziari. “Se il nuovo bando andrà deserto come il precedente sarà un disastro”, conclude Caligaris. La mancanza di personale sanitario e di polizia mette a rischio la sicurezza e la salute di tutti, detenuti e operatori.

Le carceri sono al collasso, con numeri record di detenuti e criticità strutturali che mettono a rischio la sicurezza e la salute di tutti. È urgente intervenire per risolvere questa situazione critica.

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