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Aou Sassari, sciopero 8-9 ottobre: le ragioni della protesta

L'Aou di Sassari è in fermento. I lavoratori hanno proclamato uno sciopero per due giorni consecutivi. Scopri perché.

Aou Sassari, sciopero 8-9 ottobre: le ragioni della protesta

L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari è in procinto di vivere due giorni di protesta. L’8 e il 9 ottobre, infatti, i lavoratori incroceranno le braccia per manifestare il loro malcontento. Una decisione che non arriva improvvisa, ma che è il culmine di una situazione che si trascina da mesi.

La protesta, che coinvolge sia il personale del comparto che la dirigenza sanitaria, è stata proclamata dai principali sindacati del settore. Tra questi, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Fials, Rsu Aou, Fp Cgil Medici, Cimo, Fesmed, Anaoo Assomed, Aaroi Emac, Fvm Smi e Fassid. Le ragioni alla base dello sciopero sono molteplici e riguardano sia le condizioni di lavoro che i diritti contrattuali.

Le condizioni di lavoro: un sistema al collasso

Uno dei principali motivi di protesta è la carenza di personale. Una situazione che si è aggravata nel tempo e che ha portato a un aumento dei carichi assistenziali. I lavoratori denunciano un sovraffollamento sistematico, con circa dodici barelle aggiuntive in diversi reparti per far fronte all’afflusso dei pazienti.

La situazione è ulteriormente complicata dall’indebolimento dei presidi ospedalieri periferici. Ozieri, Alghero, Olbia, Tempio e La Maddalena non sono più in grado di rispondere ai bisogni sanitari del territorio. Un problema che riversa sulla struttura di Sassari una domanda di cure per acuti che il sistema attuale non è in grado di assorbire.

Diritti contrattuali: una contrattazione bloccata

Sul fronte economico, la situazione non è meno critica. I lavoratori del comparto denunciano il blocco dei differenziali economici professionali (Dep) e delle quote di produttività relative al 2024 e al 2025. Fondi che, secondo i sindacati, sono già disponibili e capienti, ma che non vengono erogati.

La dirigenza medica e sanitaria non è da meno. I medici e gli specialisti contestano il mancato pagamento del premio di risultato per le annualità 2023, 2024 e 2025. A ciò si aggiungono i ritardi nel riconoscimento dell’orario di lavoro extra prestato e nel calcolo dell’anzianità utile per l’indennità di esclusività.

La richiesta di intervento immediato

I sindacati chiedono un intervento risolutivo immediato da parte dei vertici aziendali, dei revisori dei conti e della Regione Sardegna. Una situazione che non può più essere ignorata e che richiede decisioni efficaci e condivise.

La protesta dell’8 e 9 ottobre si svolgerà garantendo i servizi minimi ed essenziali previsti dalla legge. Un segnale di rottura nei confronti di chi, secondo i lavoratori, non ha saputo o voluto ascoltare le loro richieste.

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