Il rio Calamasciu costretto in passato a un percorso sotterrato per far spazio alla zona industriale, è diventato negli ultimi decenni una fonte di preoccupazione per i residenti di Predda Niedda Sud e Caniga. Piogge intense provocano ristagni d’acqua, allagamenti improvvisi e danni alle abitazioni, rendendo urgente un intervento strutturale. Dopo anni di segnalazioni e studi, la giunta comunale di Sassari ha finalmente dato il via libera al progetto esecutivo da 1,9 milioni di euro destinato a mettere fine a questi disagi.
Approvazione del progetto e ruolo del finanziamento regionale
Il provvedimento della giunta, proposto dal vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica Pierluigi Salis, include la dichiarazione di pubblica utilità strumento necessario per avviare eventuali espropri sulle aree interessate. La spesa complessiva del primo lotto, pari a 1,9 milioni, è interamente coperta dalla Regione Sardegna tramite i fondi del POR FESR 2014-2020. Questo finanziamento è parte di un piano più ampio che prevede un investimento complessivo di circa 6,9 milioni di euro per la totalità delle opere di messa in sicurezza del corso d’acqua.
Iter amministrativo e i soggetti tecnici coinvolti
L’intero percorso progettuale ha avuto inizio nel 2019, quando l’amministrazione precedente ha approvato la variante urbanistica necessaria a superare i vincoli paesaggistici attorno ai siti archeologici di Giagamanna, Li Luzzani e Casteddu di Sant’Anatolia. La progettazione è stata affidata a un raggruppamento temporaneo guidato dallo studio milanese Etatec studio Paoletti affiancato dallo Studio Tecnico Associato 4E di Sassari, dal geologo Angelo Vigo di Quartu Sant’Elena, dalla geologa Donatella Giannoni di Sassari e dalla dottoressa Emanuela Atzeni di Monastir.
Conferenze di servizio e validazione tecnica
Nel settembre 2025 è stata indetta la conferenza dei servizi, successivamente sospesa per una riorganizzazione interna che ha spostato la competenza dal settore Infrastrutture della Mobilità e Traffico al settore Ambiente. La riapertura del procedimento, avvenuta nella primavera del 2026, ha portato alla conclusione positiva della conferenza il 18 maggio 2026. Successivamente, il 15 settembre 2026, gli esperti della Giamberardino Srl e dell’ingegnere Antonio Fraghì hanno confermato la qualità del progetto, mentre l’ingegnere Giuseppe Mundula è stato nominato responsabile unico dell’intervento.
“Le criticità del canale coperto tra la Predda Niedda Sud e Caniga sono note a tutti da molto tempo – ha dichiarato Pierluigi Salis – ma ora siamo finalmente nelle condizioni di effettuare gli interventi necessari a mitigare i rischi e i disagi che quella parte della città ha dovuto patire a più riprese e per molti anni”. Il nuovo canale artificiale, da costruire sulla parte meridionale della ferrovia, sarà scoperto e dimensionato per gestire piene straordinarie, riducendo drasticamente la possibilità di inondazioni.
Con l’avvio dei lavori, la città di Sassari si avvicina a una soluzione definitiva per il tratto più vulnerabile del rio Calamasciu. Il progetto non solo migliorerà la sicurezza idraulica, ma potrà anche favorire lo sviluppo urbano e la valorizzazione del territorio circostante, grazie alla riapertura di spazi precedentemente inutilizzabili a causa dei continui allagamenti. La fase successiva prevede l’avvio dei cantieri, la comunicazione dei piani di esproprio e il monitoraggio costante dei progressi, con l’obiettivo di completare il primo lotto entro il 2028.



