Il Comune di Cagliari ha appena ricevuto la conferma che la città sarda è stata giudicata idonea a partecipare alla selezione per Euro 2032. La decisione proviene dalla FIGC che ha inserito Cagliari nella rosa delle tredici località candidate insieme a grandi metropoli come Milano, Roma e Torino. Tuttavia, mentre la candidatura è stata accettata, il progetto del nuovo stadio Gigi Riva è ancora in attesa del documento fondamentale: il bando di gara.
Cagliari nella lista delle città candidate per Euro 2032
Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha trasmesso alla UEFA l’intero dossier delle sedi proposte. Tra queste spiccano Bari, Bologna, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino, Verona e, naturalmente, Cagliari. La particolarità è che Roma presenta due proposte – la ristrutturazione dell’Olimpico e la costruzione ex novo a Pietralata – mentre Cagliari punta su uno stadio completamente nuovo, intitolato a Gigi Riva. La presente è stata definita “particolarmente esaustiva” dal Comune, a dimostrazione dell’avanzamento del piano tecnico-economico.
Motivi della valutazione positiva
Tra gli elementi che hanno convinto la Federazione vi sono la capacità infrastrutturale della città, la disponibilità di terreni adeguati e l’interesse di investitori pubblici e privati. Inoltre, il progetto prevede un investimento complessivo di oltre 215 milioni di euro con un co-finanziamento di 50 milioni da parte della Regione e 10 milioni dal Comune. La concessione dell’impianto, della durata di 50 anni, dovrebbe comportare un canone di 100 mila euro all’anno per i primi 25 anni, raddoppiato poi per la seconda metà del periodo.
Stato attuale del progetto e ritardi burocratici
Nonostante la documentazione sia stata giudicata completa, la pubblicazione del bando è stata posticipata per via di una verifica obbligatoria prevista dal Codice degli appalti. Una società esterna sta esaminando la complessità del progetto e la mole di documenti, con l’obiettivo di garantire la massima tutela dell’interesse pubblico. Il Comune di Cagliari ha accettato volontariamente la proroga, per evitare possibili criticità legali e assicurare che la gara sia immune da contestazioni.
Conseguenze del ritardo
Il calendario originale prevedeva l’inizio dei lavori a marzo, con la demolizione dello stadio attuale di Sant’Elia, seguita da circa 40 mesi di costruzione. Senza il bando, la data di avvio rimane indefinita e la fase di apertura delle offerte, che richiederebbe altri tre mesi, non può neppure essere programmata. Questa incertezza ha suscitato critiche da parte dell’opposizione comunale, che accusa il sindaco Massimo Zedda di gestire il progetto in maniera poco trasparente.
Criticità politiche e richieste di maggiore trasparenza
Il consigliere di Civica24, Giuseppe Farris, ha evidenziato otto cronoprogrammi inattivi e ha chiesto l’accesso a tutti i documenti relativi al progetto, finora negato. Le domande più pressanti riguardano i rilievi tecnici formulati dalla società di verifica, le modifiche richieste e la durata precisa della proroga. Farris ha inoltre ironizzato sul fatto che, mentre la sede per il sorteggio degli Europei è già stata individuata, lo stadio rimane privo di un bando ufficiale.
Nel frattempo, la UEFA, una volta terminata la verifica su 11 aree tematiche e 120 requisiti operativi – dalla sostenibilità alla sicurezza dei tifosi – dovrà selezionare le cinque sedi definitivi. Cagliari resta in contesa, ma la sua posizione è ancora vulnerabile rispetto a città con progetti più avanzati come Milano o Bologna.
La prossima settimana potrebbe rivelare se il progetto riprenderà slancio o se i ritardi amministrativi continueranno a frenare il sogno della città di ospitare un grande evento internazionale.



