Il Premio Campiello ha celebrato la sua 64ª edizione il 3 ottobre 2026 nel suggestivo Palazzo del Cinema, sul Lido di Venezia. La manifestazione ha riunito più di novecento spettatori, tra scrittori, critici e appassionati, in un’atmosfera che ha mescolato lettura, musica e intrattenimento. Dopo aver accettato l’invito di Sky, il giornalista Alessio Viola ha condotto la serata affiancato dalla satirica performer Arianna Porcelli Safonov mentre la cantautrice Margherita Vicario ha fornito il sottofondo musicale.
Premio Campiello 2026: la vittoria di Marcello Fois
Il romanzo L’immensa distrazione pubblicato da Einaudi, si è aggiudicato il premio grazie al sostegno della giuria popolare che ha espresso 83 voti su 300 disponibili. Tra gli altri titoli in corsa, Lo sbilico di Alcide Pierantozzi ha totalizzato 80 voti, seguito da La vita sempre di Elena Varvello con 54. L’alto numero di voti espressi (282 su 300) testimonia l’entusiasmo dei lettori, elemento fondamentale fin dalla prima edizione del premio nel 1963.
Gli altri finalisti e il ruolo della giuria dei Letterati
Accanto a Fois, nella corsa al Campiello erano in lizza gli scritti di Alcide PierantozziElena VarvelloValeria Parrella e Ermanno Cavazzoni. La valutazione dei cinque romanzi è stata affidata a una giuria di esperti, presieduta dal produttore cinematografico Roberto Cicutto e supportata da membri come Matteo CacciaAlessandro Beretta e Diana Brogi. Il loro compito è stato quello di selezionare le opere per la fase finale, che poi è stata decisa dal pubblico di lettori anonimi.
Dedica a Michela Murgia: un omaggio personale
Durante il discorso di accettazione, Fois ha rivolto un sentito ringraziamento a Michela Murgia scomparsa nel 2023. Ha descritto l’autrice sarda come “una donna bellissima, tutt’altro che livorosa, molto resiliente”, sottolineando il loro legame d’amicizia. La citazione ha riecheggiato il ricordo di Grazia Deledda premier Nobel per la letteratura nel 1926, creando un ponte tra due icone della letteratura sarda. Fois ha poi affermato che “la letteratura è potente perché mette le persone dentro la storia” un pensiero che ha alimentato il dibattito sulla relazione tra cultura e politica.
Cerimonia, ospiti e premi collaterali
La serata ha anche premiato giovani autori e opere emergenti. Il Campiello Opera Prima è andato a Nadeesha Uyangoda per Acqua sporca mentre il Premio Fondazione Campiello alla carriera è stato conferito a Domenico Starnone accolto da una standing ovation. Il Campiello Giovani nella sua 31ª edizione, ha premiato Matteo Ghisleri per il racconto Ricalcolo percorso. Infine, il Campiello Junior ha riconosciuto i giovani scrittori Rosella Postorino e Daniele Mencarelli. Il presidente della Fondazione Campiello, Raffaele Boscaini ha chiuso l’evento sottolineando l’importanza strategica del premio per l’industria veneta.
L’intera manifestazione, trasmessa in diretta da Sky, ha dimostrato come il Premio Campiello continui a rappresentare un punto di riferimento per la narrativa italiana, combinando meritocrazia, partecipazione popolare e momenti di grande emozione culturale.



