Sabato 10 ottobre l’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano diventa il fulcro di un evento unico: la Giornata della Salute Mentale 2026. L’iniziativa, ideata dal dipartimento di Salute mentale e Dipendenze dell’ASL 5 in sinergia con il Comune di Oristano, il Centro Servizi Sardegna e le associazioni Iscra e Mesania, mira a sensibilizzare la cittadinanza su temi spesso trascurati, come lo stigma legato ai disturbi psicologici e l’importanza di riconoscere il proprio benessere emotivo.
Il programma è strutturato in due fasce orarie principali. La mattina è riservata agli studenti, con una serie di attività pratiche volte a coinvolgere i giovani in modo creativo. Nel pomeriggio, invece, l’evento si apre al pubblico, offrendo dibattiti, performance artistiche e momenti di condivisione per tutti i cittadini.
Laboratori e attività mattutine per le scuole
Alle 9:00 l’Hospitalis accoglie gli alunni dell’Istituto tecnico industriale statale “Othoca”. In collaborazione con gli insegnanti, vengono proposti laboratori espressivi sul tema del benessere mentale, in cui i ragazzi possono sperimentare tecniche di disegno, scrittura creativa e gioco di ruolo per esplorare le proprie emozioni. Parallelamente, il Centro per l’autonomia Ctr e il Plus di Oristano organizzano sessioni di fumetto e arteterapia consentendo ai partecipanti di trasformare le proprie difficoltà in opere visive.
Un altro punto di forza della mattinata è il trekking guidato lungo i percorsi naturalistici dei dintorni, condotto dal Centro per l’autonomia. L’attività fisica è studiata per dimostrare come il movimento all’aria aperta possa sostenere la salute psicologica favorendo il rilassamento e la consapevolezza corporea. La giornata si chiude alle 12:30 con un aperitivo sociale preparato dagli studenti dell’Istituto professionale “Don Deodato Meloni”, occasione per condividere esperienze e creare un clima di fiducia.
Iniziative pomeridiane per la cittadinanza
A partire dalle 14:30, il parco di viale Repubblica diventa il luogo di una cerimonia simbolica: l’inaugurazione della “Panchina dell’Ascolto”, promossa dalle associazioni Mesania e Iscra. La panchina è concepita come uno spazio permanente dove chiunque può fermarsi, parlare e sentirsi ascoltato senza giudizio, un vero e proprio punto di riferimento per la comunità.
Alle 15:30 si ritorna all’Hospitalis per il dibattito “Come coltivare il benessere nei luoghi di lavoro?”. Intervengono rappresentanti di imprese locali, sindacati e professionisti della salute mentale, che confrontano le proprie esperienze e propongono strategie concrete per ridurre lo stress, incentivare la flessibilità e promuovere una cultura aziendale più inclusiva. Il dibattito è seguito da una serie di performance artistiche – poesia, musica e teatro – che offrono testimonianze libere dei partecipanti, trasformando le parole in arte.
Il pomeriggio si conclude con un secondo aperitivo sociale aperto a tutti. Questo momento di convivialità è pensato per favorire il networking tra cittadini, operatori sanitari e rappresentanti istituzionali, creando un ambiente informale dove è più facile parlare di difficoltà personali e scoprire risorse disponibili nella città.
Dichiarazioni di esperti e impatto atteso
Il direttore del dipartimento di Salute mentale e Dipendenze, Antonio Mignano, sottolinea che “la sensibilizzazione è fondamentale perché molte persone hanno timore di ammettere di soffrire e si avvicinano alle strutture sanitarie con difficoltà”. Egli ritiene che una giornata di questo tipo possa ridurre la percezione di oppressività legata ai propri problemi, favorendo la condivisione e l’apertura verso gli altri.
La direttrice generale dell’ASL di Oristano, Grazia Cattina, aggiunge che “iniziative come queste sono essenziali per combattere lo stigma ancora presente nella società e per fare sentire i pazienti accolti” all’interno del sistema sanitario. Gli organizzatori confidano che l’evento non solo informerà, ma genererà anche un cambiamento culturale duraturo, incoraggiando una maggiore attenzione al benessere psicologico nella vita quotidiana.



