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CFF 2026: manifesti psichedelici, goblin minatori e omaggio a Bergman

Il Carbonia Film Festival 2026 lancia una veste grafica tutta nuova, dal manifesto popolato da goblin minatori a una sigla animata con suoni sardi.

CFF 2026: manifesti psichedelici, goblin minatori e omaggio a Bergman

Dal 11 al 15 novembre Carbonia ospita la settima edizione del Carbonia Film Festival un appuntamento culturale promosso dal Csc Carbonia della Società Umanitaria e curato artisticamente da Francesco Giai Via. Prima di svelare la programmazione cinematografica, gli organizzatori hanno presentato una rivoluzione visiva: un manifesto, un logo e una sigla che rimodellano l’intera identità dell’evento.

Il manifesto di Tommaso Buldini: un mondo sotterraneo di goblin e psichedelia

Il nuovo manifesto ideato dall’artista italiano Tommaso Buldini, trasforma Carbonia in un regno underground popolato da minatori-goblin che operano a lume di candela. Il concept richiama le atmosfere dei fumetti di fantascienza e le copertine di Urania, fonte di ispirazione per Buldini fin dall’infanzia. Sopra i tunnel, una sala cinematografica accoglie creature psichedeliche che osservano il grande schermo, dove compare un omaggio al maestro svedese Ingmar Bergman, simbolo di un cinema più introspettivo rispetto ai blockbuster.

Da immagine statica a narrazione animata: la sigla di Robotina

Il passaggio dal disegno alla sigla animata è stato curato dallo studio Robotina, con le animatrici Yassmin Yaghmai e Sara Taigher. Ogni figura del manifesto è stata scomposta, dotata di movimenti, personalità e ritmo, creando un mini-film onirico in cui la materia pittorica prende vita. La colonna sonora è opera di Angus Bit, giovane produttore sardo che, attraverso brani come “Zizzimurreddu”, fonde elettronica, campionamenti folkloristici e suggestioni territoriali, evitando i cliché tipici della musica “sarda”. Il sound design di Lorenzo Confetta completa l’esperienza uditiva, rendendo la sigla un vero ponte tra immagine e suono.

Il logo ridisegnato a mano: valorizzare l’imperfezione digitale

Il logo originale del festival, creato da Camilla Falsini nel 2025, è stato reinterpretato da Valentina e Nicole Bertani. Il nuovo tratto, realizzato interamente a mano, abbandona la perfezione vettoriale per adottare una forma più libera, materica e, Questo “takeover” vuole ribaltare la tendenza attuale a cancellare i segni umani nella comunicazione digitale, enfatizzando l’imperfezione, il gesto e la materia come elementi insostituibili dell’espressione artistica.

Nel complesso, la nuova identità visiva del Carbonia Film Festival 2026 mette in scena un universo fantastico che dialoga con la storia mineraria della città, con la tradizione cinematografica e con le nuove sonorità sarde. Il risultato è una proposta che, pur rimanendo radicata nel territorio, guarda al futuro del cinema indipendente con occhi psichedelici e una forte componente artigianale.

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