Da febbraio a settembre 2026, il prezzo dell’energia ha subito una crescita senza precedenti sia a livello nazionale che regionale. In Italia, l’inflazione generale è stata dell’2,8 % ma le bollette delle famiglie hanno visto salire il gas del 13,5 % e l’elettricità del 10,1 %. Questa evoluzione si traduce in un onere aggiuntivo di 1,8 miliardi di euro per le famiglie italiane, mentre in Sardegna la pressione è ancora più marcata.
Secondo l’analisi dell’Ufficio di Studi di Confartigianato Sardegna, basata sui dati Istat, le famiglie dell’Isola hanno sostenuto un aumento medio del 10,3 % dei costi energetici tra marzo e agosto, pari a 35 milioni di euro in più per circa 740 mila nuclei familiari. Il carico è stato particolarmente gravoso nelle province di TàtariCasteddu e Gaddura dove i rincari hanno superato l’8 % rispettivamente con incrementi di 9 milioni, 7 milioni e 3 milioni di euro.
Aumento dei costi energetici: dati nazionali e impatto sulle famiglie sarde
Il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni ha sottolineato che l’onere energetico non è solo una voce di spesa, ma un vero e proprio collo di bottiglia per la capacità di spesa delle famiglie. I rincari si sono tradotti in una pressione sui bilanci domestici che rende difficile mantenere il tenore di vita e, al contempo, incide sulla capacità di consumo locale. Il costo aggiuntivo di 35 milioni di euro rappresenta una cifra significativa per un territorio già penalizzato dall’insularità.
Dettagli regionali: province di Tàtari, Casteddu e Gaddura
In Tàtari l’aumento è stato del 8,8 % corrispondente a 9 milioni di euro in più. A Casteddu il rincaro è stato dell’8,7 % con un impatto di 7 milioni di euro mentre in Gaddura si è registrato un 8,6 % di aumento, pari a 3 milioni di euro. Questi dati collocano la Sardegna tra le dodici regioni con i maggiori incrementi dei costi energetici.
Carburanti e bollette: il conto delle imprese e il rischio di ulteriori rincari
Parallelamente, il prezzo dei carburanti ha mantenuto livelli superiori alla media nazionale. Il diesel si aggira a 2,339 €/l e la benzina a 2,122 €/l contro rispettivamente 2,207 €/l e 2,028 €/l a livello nazionale. L’indice PUN GME per l’elettricità ha raggiunto i 208 €/MWh a settembre, più del 80 % rispetto a febbraio. La CNA stima che, se i prezzi rimarranno stabili fino a dicembre, il costo energetico complessivo potrebbe arrivare a 33 miliardi di euro entro la fine del 2026, con un ulteriore 16 miliardi da aggiungere nel solo quarto trimestre.
Prospettive per il 2026: interventi e necessità strutturali
Gli attuali provvedimenti di calmieramento, che potrebbero ridurre i prezzi di benzina e diesel di 400 milioni-1 miliardo di euro non bastano a mitigare la pressione sull’energia elettrica e sul gas durante la stagione fredda. Confartigianato ha invocato un sostegno regionale di 85 milioni di euro per più di 6 mila famiglie destinato a impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Luigi Tomasi e Francesco Porcu della CNA hanno ribadito la necessità di una politica energetica che riconosca le specificità dell’isola e acceleri gli investimenti infrastrutturali, al fine di ridurre il divario con il resto del Paese.



