Il pomeriggio del 10 ottobre 2026 ha visto le strade di Sassari e Cagliari invase da una massa di manifestanti che hanno gridato a gran voce la fine degli attacchi israeliani a Gaza e in Cisgiordania. L’evento, organizzato da una trentina di realtà associative, ha raccolto migliaia di volti, bandiere palestinesi e slogan contro le politiche del governo di Netanyahu. Parallelamente, in altre città italiane, sono decine di cortei a chiedere che lo Stato e l’Unione Europea assumano una posizione concreta.
Corteo a Sassari: percorsi, numeri e richieste
Il corteo sassarese è partito intorno alle 16:00 da piazza Santa Maria percorrendo via Roma, via Napoli e via Cavour per poi salire verso piazza d’Italia. Lungo il cammino, i partecipanti hanno scandito cori come “Stop al genocidio” e hanno chiesto il blocco immediato delle operazioni militari israeliane. La manifestazione ha subito l’approvazione di un notevole numero di cittadini, con una stima di circa sei migliaia di persone sul terreno.
Le realtà associative coinvolte
Tra le organizzazioni presenti spiccano Fridays for Future SassariARCI Nord SardegnaSardegna RossaANPI – Sezione B. M. Musu SassariEmergency SassariComitato fermiamo la Guerra – SassariDignitat e Liberu. Altre realtà, come Gioventude Noa de Sardigna – SassariAssociazione Spazio Vivo e Collettivo Trullallera hanno contribuito alla scalata di numeri e alla diversità delle voci presenti.
Manifestazione a Cagliari: un “quasi festival” di solidarietà
A Cagliari, il raduno ha avuto luogo a partire dalle 17:30 nella zona di piazza Costituzione. Da lì i partecipanti hanno marciato verso il Bastione poi hanno proseguito lungo via Roma fino al largo Carlo Felice. L’atmosfera si è trasformata in quello che gli organizzatori hanno definito “quasi un festival”, con interventi su temi quali la militarizzazione della scuola, le banche complici, e il ddl antisemitismo in discussione in Parlamento.
Il lenzuolo commemorativo di 22 metri
Un elemento emotivo particolarmente forte è stato lo srotolamento di un lenzuolo lungo 22 metri, dove erano riportati i nomi di numerosi bambini morti a Gaza. Il tessuto, esposto tra il Bastione e via Roma, ha suscitato un silenzio carico di rispetto, evidenziando il lato umano della tragedia.
Il contesto nazionale: proteste in più di cinquanta città italiane
Le manifestazioni sarde si inseriscono in un quadro più ampio: oltre cinquanta località in tutta Italia hanno ospitato cortei a favore di una Palestina libera. Da Torino a Milano, da Roma a Napoli, migliaia di persone hanno esposto richieste analoghe, denunciando le politiche israeliane e chiedendo la cancellazione del ddl considerato discriminatorio. Alcune città hanno registrato tensioni con le forze dell’ordine, ma la stragrande maggioranza dei raduni è rimasta pacifica.
Le parole, i cartelloni e il lenzuolo commemorativo hanno reso tangibile la volontà di chi ha partecipato: porre fine al conflitto, opporsi a leggi che stigmatizzano e stimolare un dibattito pubblico più consapevole.



