13 Ottobre 2026 ☀ 25°

Abbandono e accampamenti sul ‘tetto di Cagliari’ dopo lo sgombero

Una decina di persone vive tra tende e rifiuti sul colle di Buoncammino, dove il degrado è tornato a rovinare un panorama storico.

Abbandono e accampamenti sul ‘tetto di Cagliari’ dopo lo sgombero

Il coleto panoramico che sovrasta Cagliari, noto come colle di Buoncammino è da sempre considerato una delle più affascinanti passeggiate storico-paesaggistiche della città. Tra l’ex carcere, l’antica via romana e la piccola chiesetta dei Santissimi Lorenzo e Pancrazio si alternano testimonianze romane, architetture religiose e viste mozzafiato sul mare, rendendo l’area un vero e proprio simbolo turistico.

A marzo, una rapida operazione di sgombero durata ventiquattro ore, promossa dall’assessora Anna Puddu e attuata dalla Polizia Municipale aveva rimosso tende, caravan e cumuli di rifiuti. In quel breve lasso di tempo, la zona era tornata momentaneamente fruibile per i cittadini. Tuttavia, l’intervento non era stato accompagnato da un piano di vigilanza continuo, lasciando il sito vulnerabile.

Il ritorno degli accampamenti abusivi sul colle di Buoncammino

Un nuovo video reportage, realizzato da Marcello Polastri e dal giornalista Alessandro Congia ha documentato il ristabilimento degli insediamenti nello stesso tratto. Un gruppo di circa una decina di uomini e donne, in condizione di emarginazione, ha ricostruito ripari provvisori e ha occupato gli spazi vicino alle mura del vecchio penitenziario. Le tende di fortuna e i piccoli rifugi sono disposti a ridosso delle fontanelle pubbliche, trasformate in lavatoi improvvisati per conservare acqua durante le ore più fredde.

Le condizioni di vita dei residenti

Al mattino, gli abitanti stendono i panni ad asciugare al sole ai piedi delle antiche mura, mentre la sera utilizzano le fontane come serbatoi d’emergenza. Molti di loro dipendono dall’assistenza della Caritas che fornisce cibo e prodotti di prima necessità. Nonostante l’aiuto umanitario, la mancanza di servizi igienico-sanitari adeguati e la presenza di rifiuti disseminati rendono la quotidianità estremamente difficile.

Interventi delle autorità e lacune nella gestione

La crisi è stata resa pubblica in primavera grazie alle denunce di Alessandro Congia e all’interrogazione formale presentata in Consiglio comunale dal consigliere Ferdinando Secchi. La risposta immediata della Polizia Municipale aveva dimostrato la capacità di rimuovere le strutture illegalmente entro ventiquattro ore, ma l’assenza di un piano di presidio continuativo ha permesso la ricomparsa degli insediamenti. Le autorità comunali non hanno ancora definito strategie di monitoraggio o valorizzazione del patrimonio storico-culturale dell’area.

Il colle, che combina vestigia romane e strutture di pregio, continua a subire problemi igienico-sanitari, accumuli di rifiuti e utilizzo scorretto del verde pubblico. Per una città fortemente orientata al turismo, vedere uno dei suoi luoghi più identitari ricadere periodicamente in una condizione di anarchia e abbandono rappresenta un paradosso difficile da ignorare.

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