La diocesi di cagliari ha programmato due appuntamenti di grande rilievo spirituale per il prossimo ottobre. Il primo, una veglia missionaria, si terrà il 16 ottobre nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Selargius, mentre il secondo prevede un pellegrinaggio di solidarietà in Terra Santa dal 18 al 25 ottobre, guidato dall’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Baturi. Entrambi gli eventi rientrano nell’iniziativa dell’Ottobre missionario concepita per unire preghiera, annuncio del Vangelo e sostegno concreto alle comunità cristiane dislocate nei luoghi sacri.
Veglia missionaria del 16 ottobre a Selargius
Alle ore 20:00, nella chiesa di San Giovanni Bosco (via Don Giovanni Bosco 4, Selargius), si svolgerà la veglia missionaria promossa dal Centro missionario diocesano. L’incontro è aperto a tutte le parrocchie, gruppi e fedeli che desiderano rinnovare l’impegno evangelizzante. Un momento particolarmente sentito sarà dedicato alla preghiera per Papa Leone XIV appena uscito da un intervento chirurgico affidandone la salute al Signore e a Nostra Signora di Bonaria. L’Arcivescovo Baturi presenzierà, ribadendo la necessità di unire le preghiere della Sardegna a quelle delle comunità cristiane sparse nei continenti.
Pellegrinaggio di solidarietà in Terra Santa, 18-25 ottobre
Il viaggio, organizzato dall’Arcidiocesi di Cagliari in collaborazione con la Caritas diocesana vede la partecipazione di quaranta persone l’Arcivescovo, quattro sacerdoti, don Luigi Castangia, biblista, e 35 fedeli volenterosi. L’iniziativa, intitolata “La Terra Santa ci chiama, è tempo di andare”, combina la visita ai luoghi della vita di Gesù con un impegno di solidarietà verso le comunità locali. Il cammino è considerato il quarto viaggio di questo tipo negli ultimi sei anni, i precedenti tre caratterizzati da un “gemellaggio” spirituale e pratico con il Patriarcato di Gerusalemme e Caritas Gerusalemme.
Obiettivo di solidarietà alle comunità cristiane
Il pellegrinaggio non si limita a una peregrinazione religiosa: è concepito come un gesto concreto di vicinanza alle piccole comunità cristiane che continuano a vivere in un territorio segnato da conflitti. Don Marco Lai, responsabile della Caritas diocesana, sottolinea che le iniziative di raccolta fondi e i progetti di sostegno, già avviati negli ultimi anni, saranno rafforzati grazie alla presenza dei pellegrini. L’intento è assistere famiglie, scuole – molte delle quali aperte a studenti palestinesi musulmani – e giovani, garantendo loro opportunità di studio e di vita dignitosa. Per la diocesi, “stare accanto a chi soffre è un imperativo cristiano”.
Itinerario e tappe principali
Il percorso si apre a Tel Aviv e si sposta verso Betlemme, Gerusalemme e il villaggio di Ein Karem**, passando poi per Taybeh, Gerico, Nazareth, le rive del Mar di Galilea, Magdala, il Monte Tabor e infine Zababdeh. Ogni tappa è concepita per offrire momenti di preghiera, incontro con i responsabili locali e attività di supporto pratico. La visita a luoghi sacri come la Chiesa della Natività a Betlemme o il Santo Sepolcro a Gerusalemme viene affiancata da incontri con sacerdoti e laici del Patriarcato favorendo così una reale fratellanza tra le Chiese.
L’esperienza, che si svolgerà entro la fine di ottobre, vuole testimoniare che la “presenza dei pellegrini” non può diminuire, ma al contrario deve trasformarsi in un “segno tangibile di fraternità” per chi vive quotidianamente in quelle terre sacre.



