Durante la notte del 18 ottobre, nelle campagne di Marreri, poco distante dal capoluogo barbaricino, Pietro Antonio Tolu ha deciso di porre fine a una latitanza durata più di otto mesi. L’uomo, incensurato per una condanna definitiva legata allo spaccio di stupefacenti si è presentato spontaneamente al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Nuoro, chiedendo di essere preso in custodia.
La sua apparizione ha rappresentato il culmine di una serie di accertamenti condotti senza sosta sia dal reparto provinciale sia dalla Compagnia di Bitti. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione, pronunciata il 10 febbraio, Tolu si era reso irreperibile, venendo formalmente dichiarato latitante il 3 luglio. Le ricerche, estese anche a livello europeo, hanno coinvolto unità specializzate, voli di ricognizione e collaborazioni internazionali, ma senza successo fino alla notte in cui ha deciso di consegnarsi.
La consegna nella località Marreri
Secondo le ricostruzioni operative, i Carabinieri hanno intercettato il sigillo di Tolu nella zona di Marreri, dove l’uomo ha manifestato la volontà di collaborare. Dopo aver verificato la sua identità, gli è stato notificato l’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso il 12 febbraio dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari. Con la documentazione in mano, Tolu è stato posto sotto custodia e condotto al presidio carcerario di Nuoro, nella casa circondariale di Badu ’e Carros.
Le indagini che hanno preceduto la cattura
Le autorità hanno seguito un iter investigativo meticoloso: dal giorno della sentenza, i Carabinieri hanno operato su più fronti, includendo l’analisi di telefonate, movimenti bancari e intercettazioni radiotelefoniche. Nonostante gli sforzi, il latitante è riuscito a eludere temporaneamente le forze dell’ordine, avvalendosi di contatti in aree isolate della Sardegna e persino di presunti rifugi all’estero. Tuttavia, la pressione costante e le ricognizioni continue hanno ridotto gli spazi di manovra, costringendo Tolu a concludere che la resa fosse l’unica via percorribile.
Condanna definitiva e procedura di esecuzione
La sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito una pena di quattro anni e due mesi di reclusione oltre a una sanzione pecuniaria di 15.000 euro per reati collegati allo stupefacente. L’ordine di esecuzione, formalizzato dalla Procura, ha previsto il trasferimento immediato dell’individuo nella struttura carceraria di Nuoro, dove dovrà scontare la sua detenzione sotto la vigilanza dell’autorità giudiziaria di Cagliari.
Detenzione e ulteriori procedimenti giudiziari
Una volta trasferito nella casa circondariale di Badu ’e Carros, Tolu è rimasto a disposizione della Procura di Cagliari per eventuali ulteriori investigazioni. Parallelamente, le autorità lo hanno messo sotto accusa anche per il presunto coinvolgimento nella fuga del boss garganico Marco Raduano, indagato per detenzione di armi. La sua composizione attuale, quindi, non si limita al caso di droga, ma si inserisce in un più ampio contesto di indagini legate al crimine organizzato nella regione.



