9 Giugno 2026 🌤 28°

Saba sospeso dopo la proclamazione e maxi sequestro a Olbia: i due casi in Sardegna

A Ottana Franco Saba è stato proclamato sindaco e sospeso dal prefetto Alessandra Nigro in meno di ventiquattr'ore; a Olbia agenti dell'Agenzia Dogane e della Guardia di Finanza hanno sequestrato un catamarano valutato oltre 600mila euro, con due indagati e 132mila euro di Iva contestata

Saba sospeso dopo la proclamazione e maxi sequestro a Olbia: i due casi in Sardegna

La Sardegna fa i conti con due operazioni amministrative e giudiziarie distinte ma ugualmente incisive: nel piccolo Comune di Ottana la rielezione del sindaco si è scontrata con una nuova misura cautelare, mentre nel nord dell’isola, a Olbiaè scattato il sequestro penale di un natante di lusso nell’ambito di un’indagine doganale. Entrambe le vicende coinvolgono enti istituzionali e numeri che chiariscono l’entità degli interventi: provvedimenti di sospensione, controlli doganali e contestazioni economiche precise.

La proclamazione e la sospensione di Franco Saba a Ottana

In meno di ventiquattr’ore il Comune di Ottana ha vissuto un’improvvisa contraddizione istituzionale: la formale proclamazione di Franco Saba quale sindaco, ottenuto nelle elezioni del 7 e 8 giugno con una partecipazione del 60,79%è stata seguita da un provvedimento di sospensione adottato dal prefetto di NuoroAlessandra Nigro. La sospensione, disposta per la seconda volta in meno di quindici giornisi fonda sull’applicazione della normativa che limita l’esercizio delle funzioni da parte di amministratori sottoposti a determinate misure cautelari; il provvedimento è stato notificato anche alla Regione Sardegna.

Il quadro giudiziario e amministrativo

La vicenda giudiziaria che riguarda Saba è seguita dalla Procura di Nuoro e dagli agenti della Digosnell’ambito di un’inchiesta per presunta tentata concussione che ha comportato la permanenza dell’interessato agli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame di Sassari ha confermato la misura cautelare restrittiva nonostante l’ufficialità della rielezione, creando una situazione di stallo: il Comune si trova infatti con un mandato elettorale valido ma con il primo cittadino impossibilitato a esercitare le prerogative connesse alla fascia tricolore.

Sequestro di un catamarano a Olbia: numeri, indagati e reati contestati

In Gallura intervenuti congiuntamente i funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Sassari e il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari hanno disposto il sequestro penale di un catamarano di lusso ormeggiato in un cantiere navale di Olbia. Il valore commerciale stimato dell’imbarcazione supera i 600mila eurocifra che qualifica l’operazione come un intervento rilevante nel contrasto alle violazioni doganali e fiscali nel settore nautico.

Accertamenti doganali e profilo economico

Dalle verifiche è emerso che il natante, immatricolato nel Regno Unito e acquistato nell’anno 2026, ha permanenza continuativa nel territorio comunitario superiore ai limiti previsti dal regime di Ammissione Temporanea. Tale regime permette l’entrata temporanea in esenzione dai diritti di confine a condizione che siano rispettati i termini di riesportazione; nel caso esaminato questi termini non sono stati rispettati, motivo per cui è scattato il sequestro penale e la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania.

I responsabili materiali del natante sono due cittadini di nazionalità argentina, le cui posizioni sono state trasmesse all’autorità giudiziaria. A loro carico la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane ipotizzano reati legati al contrabbando e all’evasione dell’IVA all’importazione: l’importo dell’imposta contestata è stato quantificato in oltre 132mila eurocifra che descrive il profilo economico dell’illecito individuato dalle forze dell’ordine.

Entrambe le operazioni — la sospensione del sindaco di Ottana e il sequestro a Olbia — evidenziano come l’azione amministrativa e quella giudiziaria possano incidere in modo immediato sul governo locale e sull’economia del territorio. Le istituzioni coinvolte, dalla Procura di Nuoro alla Procura della Repubblica di Tempio Pausaniamantengono aperte le rispettive indagini per chiarire completamente i fatti e definire le responsabilità.

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