Il Comitato paritetico sulle servitù militari della Sardegna noto come Comipa ha espresso ieri un parere negativo sulla maggior parte delle esercitazioni proposte dai Comandi militari per il secondo semestre dell’anno. Si tratta di una decisione assunta a larga maggioranza dai componenti civili di nomina regionale, esercitando prerogative che non venivano utilizzate con questa intensità da tempo.
Il diniego, pur non avendo carattere vincolante e potendo essere sovvertito da un decreto del ministro della Difesa, è motivato da punti concreti: mancanza di trasparenza carenze informative e la totale assenza di dettagli sull’impiego di uno dei poligoni da parte di ditte private che avrebbero dovuto affittare le aree per attività di ricerca e prova di armamenti.
Pareri distinti sui quattro poligoni sardi
Il parere favorevole è stato concesso soltanto per il poligono di S’Ena Ruggia mentre il Comipa si è pronunciato negativamente riguardo a Capo TeuladaCapo Frasca e Salto di Quirra. Il voto riflette una valutazione puntuale di ciascun sito, con particolare attenzione alle informazioni fornite relativamente alle attività previste e agli utilizzatori degli spazi.
Questioni sul coinvolgimento di imprese private
Una delle criticità segnalate è la totale assenza di informazioni sull’impiego di uno dei poligoni da parte di ditte non meglio identificate società del settore militare e produttori di armamenti che avrebbero potuto svolgere test, ricerche o dimostrazioni. Questa lacuna informativa è stata decisiva nella valutazione del Comitato, che ha ritenuto insufficiente il livello di dettaglio richiesto per autorizzare le esercitazioni in quei siti.
Impatto locale e richieste di intervento
Nel comunicato del Comipa si sottolinea come la massiccia presenza di demanio militare incida in modo significativo sulle economie locali e sulla qualità della vita delle comunità interessate. Il Comitato evidenzia l’urgenza di interventi mirati, con particolare richiamo ai siti inquinati che necessitano di bonifiche immediate e risolutive.
La nota contiene inoltre una frase che mette in relazione la posizione della Sardegna con il contesto geopolitico: “Alla luce dell’attuale quadro internazionale“, il Comitato afferma che l’isola non può continuare a sostenere un peso sproporzionato legato a ritardi e mancate risposte, con conseguenze concrete per lo sviluppo e le opportunità di crescita dei territori coinvolti.
Richiesta di trasparenza e pianificazione condivisa
Il Comitato pone l’accento sulla necessità che ogni programmazione sia accompagnata da un confronto reale, fondato su informazioni puntuali tempi certi e responsabilità definite. Questo approccio mira a evitare decisioni unilaterali e a garantire che la comunità e le istituzioni locali abbiano modo di esprimersi e di ottenere risposte chiare prima dell’avvio di attività che possono avere impatti duraturi.
Alla base della posizione del Comipa c’è anche la volontà di avviare un dibattito più esteso: il Comitato ritiene infatti necessario promuovere un confronto politico e istituzionale finalizzato a ridurre e riorganizzare la presenza militare sull’isola, attraverso scelte programmatiche che siano misurabili e verificabili.
Proposta di confronto regionale
Per favorire un percorso condiviso, il Comipa propone l’organizzazione di un convegno regionale sulle servitù militari che coinvolga rappresentanze territoriali e il Ministero della Difesa. L’obiettivo dichiarato è mettere a fuoco criticità e soluzioni possibili sulla base di dati e responsabilità chiare, evitando interventi decisi senza il necessario coinvolgimento delle comunità interessate.



