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Editoria in Sardegna: dati, tendenze e prospettive future

L'editoria sarda affronta un periodo di trasformazione con dati che mostrano sia sfide che opportunità. Scopri di più su questo settore in evoluzione.

Editoria in Sardegna: dati, tendenze e prospettive future

L’editoria sarda sta vivendo un periodo di profonde trasformazioni, caratterizzato da sfide significative ma anche da opportunità interessanti. Secondo i dati più recenti, il numero di editori che pubblicano con continuità negli ultimi dieci anni è diminuito del 10%, mentre la produzione media annua di titoli è calata del 15%, nonostante vengano pubblicate circa 280 novità ogni anno.

Le tirature sono diminuite mediamente del 30%, passando da 700 a 500 copie, e negli ultimi otto anni anche il fatturato medio annuo ha registrato un calo del 20%. La forza lavoro del settore è stata dimezzata, con una media di un dipendente per casa editrice rispetto ai due precedenti.

I dati del rapporto preliminare dell’Ufficio studi dell’Associazione editori sardi

Il rapporto preliminare dell’Ufficio studi dell’Associazione editori sardi (AES) evidenzia una situazione complessa ma non priva di luci. Le piccole case editrici con un catalogo specialistico e consolidato stanno mostrando una resilienza notevole. Il catalogo storico dell’editoria sarda, ospitato nel portale Booksinsardinia supera i 6000 titoli.

La produzione editoriale è molto variegata: la narrativa rappresenta il 39,8% del totale, con un incremento sensibile, seguita dalla saggistica al 21%, dai libri d’arte e di fotografia al 10,46%, dalle guide al 6,8%, dalla storia e archeologia al 6,5%, dai libri per ragazzi al 2,9%, dai libri in lingua sarda al 4% e dalla poesia al 3,99%.

Le dichiarazioni di Simonetta Castia, presidente AES

Simonetta Castia, presidente dell’Associazione editori sardi ha affermato che emerge il dato di aziende profondamente radicate nel territorio, ma che continuano a individuare la necessità di un cambiamento, anche nei rapporti con le istituzioni. Alle istituzioni chiediamo di poter avviare e concludere finalmente un percorso di rivitalizzazione, in particolare della legge regionale, evitando di perseguire politiche frazionate in distinti provvedimenti di supporto ai diversi soggetti della filiera senza una visione di rete ha dichiarato Castia.

Castia ha sottolineato che gli editori ritengono inefficace la legge attuale, perché priva di adeguate risorse (130.000 euro annuali complessivi per l’abbattimento dei costi di materie prime e servizi), perché obsoleta e inapplicata in diversi capitoli. Come se i libri non ci riguardassero ha aggiunto, evidenziando la necessità di un approccio più integrato e condiviso con il comparto produttivo.

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