In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e il digitale stanno ridefinendo i confini della società, l’Università di Cagliari e l’Università di Bologna si distinguono come pionieri nella promozione di una cittadinanza digitale consapevole.
Oggi, al Complesso di San Giovanni in Monte di Bologna, è stato presentato il progetto Edvanceil Digital Education Hub che ha coinvolto 16 atenei e istituzioni artistiche e musicali italiane. I numeri parlano da soli: oltre 250 corsi multimediali gratuiti, più di 1.500 docenti formati, oltre 100.000 accessi da parte di studenti e studentesse in un solo anno, e più di 1.000 open badge rilasciati.
I cinque pilastri della cittadinanza digitale nell’era dell’IA
Al centro del dibattito, moderato dal rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari e dal presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale Stefano Epifanii cinque pilastri della cittadinanza digitale: democratica e algoritmica, sicura e protetta, informativa e generativa, apprendente e collaborativa, sostenibile e responsabile.
Tra i temi più discussi, la sostenibilità digitale emerge come elemento chiave per un futuro inclusivo e responsabile. Molari ed Epifani hanno sottolineato come digitale e sostenibilità non siano elementi contrapposti, ma componenti di un unico ecosistema in cui formazione, istituzioni, imprese e società civile sono chiamate a collaborare.
Il ruolo delle competenze digitali e delle microcredential
Il progetto Edvance ha posto grande enfasi sul ruolo delle competenze digitalidelle microcredentialdei Mooc e delle nuove forme di apprendimento aperto. Questi strumenti rappresentano il futuro della formazione, permettendo agli studenti di acquisire conoscenze in modo flessibile e personalizzato.
“La costruzione di una cittadinanza digitale consapevole passa dalla capacità degli atenei di mettere in relazione formazione, ricerca, imprese e territori”, hanno dichiarato i rappresentanti degli atenei coinvolti. “Contribuendo a orientare l’innovazione e la formazione verso obiettivi di sviluppo sociale e culturale.”
L’Università di Cagliari e la sfida della certificazione dei contenuti
Un ruolo significativo in questo percorso è stato svolto dall’Università di Cagliari. Gianni Fenuprorettore vicario e responsabile scientifico del progetto per l’ateneo cagliaritano, ha dichiarato: “Il progetto ha dimostrato come la collaborazione tra università possa generare massa critica senza rinunciare alle specificità dei singoli atenei.”
Una delle sfide principali riguarda la certificazione dei contenuti e l’individuazione di criteri affidabili per valutarne qualità e attendibilità. “Regioni e territori hanno bisogno di strumenti condivisi per affrontare questa esigenza”, ha aggiunto Fenu. “Per questo siamo pronti a diventare un hub nazionale capace di mettere a sistema competenze, metodi e innovazione.”
L’iniziativa rappresenta un passo fondamentale verso una società più informata, preparata e responsabile, pronta ad affrontare le sfide del futuro digitale.



