Nel centro storico di Cagliari e in una zona periferica vicina a Piazza San Michele si concentrano due storie parallele di valorizzazione mancata e degrado urbano. Da un lato il complesso progettato da Ubaldo Badas noto come ex Scuola all’aperto Attilio Mereudall’altro l’ex istituto Leonardo Alagon in via Abruzzi 8. Entrambi gli immobili portano con sé un passato pubblico e un presente segnato da problemi di gestione.
Le fotografie che documentano lo stato attuale, realizzate da Alessandro Congiamostrano dettagli che parlano di recupero incompleto e di spazi esposti a intrusioni. Le dinamiche riguardano non solo i beni architettonici ma anche la sicurezza e la vivibilità delle aree circostanti: Comune di Cagliari è l’ente coinvolto nelle decisioni sul futuro di entrambi gli edifici.
Ex Scuola all’aperto Attilio Mereu nel Bastione San Carlo: restauro senza fruizione
L’edificio progettato nel 1933 da Ubaldo Badas è un esempio di architettura razionalista inserita sotto le mura del quartiere di Castellonel verde del Bastione San Carlo. Il progetto, che ricevette un riconoscimento sulla rivista Architettura italiana nel 1935nasceva con una funzione sanitaria ed educativa rivolta ai bambini con problemi respiratori, con spazi pensati per l’esposizione alla luce e all’aria aperta.
La ristrutturazione completa è stata portata a termine, e il complesso è tornato alla sua fisionomia originale. Nonostante l’investimento e il lavoro, a distanza di anni dall’intervento l’immobile non è stato assegnato ad alcuna realtà cittadina: la promessa di una “nuova vita” non si è tradotta in bandi o in progetti concreti. Formalmente “l’edificio è chiuso” alla fruizione da parte delle associazioni, ma i cancelli non hanno impedito ingressi non autorizzati, con danneggiamenti e atti di vandalismo che mettono a rischio la conservazione dei restauri.
Caratteristiche architettoniche e rischio degrado
Il tratto distintivo dell’opera sono i volumi semicircolari e le altezze variabili: soluzioni funzionaliste che privilegiavano la luce zenitale nelle aule e soffitti più bassi nei servizi. Oggi queste qualità architettoniche coesistono con una realtà meno nobile: la mancanza di sorveglianza e di un piano di gestione ha lasciato la struttura vulnerabile alle intrusioni, rendendo paradossale la condizione di un bene restaurato ma non vissuto.
Ex scuola Leonardo Alagon in via Abruzzi 8: tra sgomberi, incendi e rioccupazioni
L’ex istituto di via Abruzzi 8al confine tra Piazza San Michele e il quartiere Is Mirrionistorna a essere un elemento di preoccupazione per i residenti. La struttura, dismessa come scuola, è stata più volte oggetto di occupazioni abusive da parte di persone senza fissa dimora e di gruppi che hanno causato danni e incendi all’interno dei locali.
Per provare a limitare le intrusioni, l’amministrazione aveva optato per il muraggio degli ingressi principali, ma recentemente quei sigilli sono stati forzati e il sito è di nuovo accessibile. La destinazione prevista per l’immobile era l’uso come presidio di Poliziaun progetto che, se realizzato, avrebbe inserito la struttura in un piano di riqualificazione urbana e sicurezza. Tuttavia, i lavori non sono partiti e la ripetuta occupazione mette a repentaglio sia gli interventi futuri sia l’incolumità dei vicini.
I flash fotografici di Alessandro Congia e i video circolanti contribuiscono a una mappa visiva degli ingressi forzati registrati in data 2026-06-06segnalando come le misure di contenimento messe in atto non siano state sufficienti a prevenire la riapertura degli accessi.
Impatto sociale e urbanistico nella zona di Is Mirrionis
La vicinanza a una zona residenziale rende la situazione particolarmente sentita: i residenti denunciano insicurezza e degrado a breve distanza dalle proprie abitazioni, mentre l’assenza di cantieri attivi alimenta l’incertezza sul futuro uso dell’immobile. L’idea di trasformare l’ex scuola in un commissariato rimane valida sulla carta, ma richiede tempistiche e misure concrete che al momento non si sono concretizzate.
In entrambi i casi, la storia recente di questi edifici solleva questioni pratiche e simboliche: come si tutela un patrimonio architettonico e quale responsabilità ha il Comune di Cagliari nella gestione post-restauro e nella prevenzione dell’occupazione abusiva. Le immagini e i dati disponibili evidenziano un quadro chiaro: beni restaurati e città che non li può ancora riappropriare in sicurezza.



