La sanità penitenziaria in Sardegna è in una situazione di grave crisi. Il recente bando promosso dall’Azienda Regionale della Salute per assumere medici negli istituti penitenziari dell’isola è rimasto praticamente deserto, lasciando i detenuti senza adeguata assistenza sanitaria.
Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme ha sollevato nuovamente il tema della sanità in carcere, sottolineando come la situazione sia critica soprattutto nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta dove solo i medici già in servizio da anni sono rimasti in elenco, alcuni dei quali prossimi alla pensione.
La crisi della sanità penitenziaria in Sardegna
La crisi della sanità penitenziaria non è un fenomeno nuovo. Negli ultimi dieci anni, il problema è stato affrontato con provvedimenti tampone che non hanno risolto la situazione. La riforma del 2012, che ha trasferito la sanità penitenziaria dal Ministero della Giustizia a quello della Sanità non è stata supportata da iniziative adeguate.
Tra i principali problemi ci sono l’assenza di reparti ospedalieri dedicati ai detenuti-pazienti, la mancata perequazione del dirigente sanitario dei centri clinici di Uta e Bancali a quello di un reparto ospedaliero, e l’eccessiva burocratizzazione del sistema. Questi fattori hanno portato a una situazione emergenziale che rischia di peggiorare ulteriormente.
Le conseguenze per i detenuti
I medici di Medicina generale in carcere hanno un ruolo fondamentale. Sono il punto di riferimento per i pazienti-detenuti, effettuano visite, prescrivono farmaci e richiedono visite specialistiche quando necessario. Tuttavia, la situazione è critica, soprattutto in vista dell’arrivo di 92 detenuti della massima sicurezza (41 bis), che porteranno il numero totale dei ristretti a circa 850.
La mancanza di medici non solo peggiora le condizioni di salute dei detenuti, ma viola anche il principio costituzionale di pari diritti e dignità rispetto alla salute. Maria Grazia Caligaris ha sottolineato che è necessario trovare una soluzione specifica per questa problematica, evitando ulteriori provvedimenti tampone che non risolvono situazioni ormai compromesse.
Per affrontare seriamente il problema, è necessario chiamare a raccolta e condividere esperienze per agire in modo strutturale. La crisi della sanità penitenziaria richiede un impegno concreto e una riforma che vada oltre i provvedimenti temporanei.
Maria Grazia Caligaris ha invitato a interrogarsi sul perché i bandi per assumere medici nelle carceri rimangono deserti. È fondamentale trovare soluzioni concrete per garantire ai detenuti un’assistenza sanitaria adeguata e rispettosa dei loro diritti.



