Stamane nella Sala Giunta della Provincia di Nuoro è stato presentato il progetto di revamping del Centro di Compostaggio di Pratosardo. All’incontro hanno partecipato il presidente Giuseppe Ciccoliniil sindaco di Nuoro Emiliano Fenul’assessore Marco Canuil presidente del CIP Nuoro Roberto Cesaraccioil responsabile dell’impianto Angelo Mancala consigliera provinciale Annalisa Canova e i rappresentanti del Consorzio Operatori Prato Sardo insieme ai vertici territoriali di ConfindustriaConfartigianatoCNA e Confesercenti. Il progetto mira a mitigare le emissioni odorifere e a migliorare le performance ambientali della struttura, senza alcun aumento della capacità autorizzata di trattamento dei rifiuti.
Interventi tecnici previsti e finanziamento
La prima fase degli interventi è finanziata attraverso l’Accordo FSC 2026-2027 e include la sostituzione dei bioreattoriil rinnovo delle componenti impiantistiche, l’installazione di nuove coperture e sistemi di contenimento e il potenziamento del biofiltro. È inoltre prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico da circa 200 kWche contribuirà all’efficientamento energetico dell’impianto. Queste misure sono progettate per ottimizzare il confinamento delle lavorazioni e per ridurre la dispersione di polveri e odori nelle aree circostanti, attraverso soluzioni impiantistiche e di copertura che rendano i processi più contenuti e controllabili.
Seconda fase e acquisizione del lotto adiacente
Una seconda fase, strettamente legata all’acquisizione di un lotto adiacente, consentirà di completare il ciclo produttivo in ambienti totalmente confinati e dotati di sistemi di aspirazione dedicati. Questo ampliamento funzionale è pensato per integrare le nuove apparecchiature e per trasferire operazioni che oggi si svolgono in aree parzialmente scoperte all’interno di linee completamente chiuse, aumentando così la capacità di contenimento delle emissioni odorigene e di polveri durante tutte le fasi di trattamento.
Sostenibilità gestionale, misure temporanee e dichiarazioni
Il presidente Giuseppe Ciccolini ha spiegato che «Vogliamo rendere l’impianto più efficiente e sostenibile, riducendo gli impatti esterni e garantendo standard elevati». In attesa del completamento dei lavori strutturali, sono state già attivate misure temporanee quali l’intensificazione della demuscazione e accordi per il prelievo del compost in periodi diversi dai picchi agricoli, con l’obiettivo di ridurre gli accumuli che possono generare odore. Queste azioni ponte sono state concordate con gli operatori locali per contenere i disagi mentre si procede con gli interventi di ammodernamento.
Valutazioni su localizzazione e costi logistici
Nel corso dell’incontro è stata scartata la soluzione della delocalizzazione dell’impianto: «La delocalizzazione non è percorribile per tempi e costi», hanno detto Ciccolini e Canova. È stato ricordato che oltre il 50 per cento del materiale trattato proviene da Nuoro e che spostare la struttura altrove comporterebbe un aumento dei costi logistici per cittadini ed enti. Per questo motivo, la scelta dell’ammodernamento dell’impianto è stata definita come «la via dell’ammodernamento è la più concreta e responsabile per trasformare una criticità in opportunità», privilegiando soluzioni che mantengano l’accessibilità territoriale dei flussi di rifiuto e limitino gli oneri aggiuntivi.
All’incontro hanno preso parte anche i rappresentanti del Consorzio Operatori Prato Sardo e i vertici di associazioni di categoria come ConfindustriaConfartigianatoCNA e Confesercentia conferma dell’interesse condiviso verso un percorso di intervento che coniughi efficienza tecnica e sostenibilità ambientale. Le fasi previste puntano a ridurre in modo significativo le emissioni odorifere e a migliorare lo standard gestionale dell’impianto senza modificare la capacità autorizzata di trattamento dei rifiuti, preservando così il servizio per il territorio.
Nel complesso, il piano di revamping per il Centro di Compostaggio di Pratosardo rappresenta un intervento multifocale che combina innovazioni impiantistiche, misure temporanee di gestione e una valutazione economica e logistica della permanenza sul territorio. L’approccio privilegiato è quello dell’ammodernamento mirato, sostenuto da finanziamenti FSC, con l’obiettivo di mitigare gli impatti esterni e garantire soluzioni tecniche durature e monitorabili.



