Il terminal crociere di porto torres, abbandonato da undici anni, continua a essere un simbolo delle incompiute della Sardegna. Tra annunci elettorali e piani triennali, la situazione rimane incerta. Il deputato del Pd Silvio Lai ha sollevato interrogativi sul futuro dell’infrastruttura, mentre il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda assicura che il progetto è stato inserito nel piano triennale 2026-del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le promesse elettorali e le domande del deputato Lai
Durante una visita elettorale del 29 maggio scorso, il ministro Matteo Salvini aveva annunciato l’arrivo dei finanziamenti necessari per completare il terminal crociere. Tuttavia, a distanza di settimane, non è ancora chiaro quale sia il progetto del Governo per il futuro dell’opera. Il deputato del Pd Silvio Lai ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo chiarimenti sui finanziamenti e sul cronoprogramma dei lavori.
“Se il Governo intende completare l’attuale terminal crociere, dica con quali risorse, con quali atti amministrativi e con quale cronoprogramma”, ha dichiarato Lai. “Se invece ha deciso di puntare su una diversa infrastruttura destinata ai passeggeri e alle crociere, spieghi quale sarà il destino dell’opera esistente, realizzata con risorse pubbliche e mai entrata in funzione.”
Lai ha anche sollevato la questione delle risorse pubbliche già destinate al completamento del terminal senza che l’opera fosse ultimata. “È necessario comprendere perché quei fondi non abbiano prodotto il risultato atteso e quale sia oggi la strategia del Governo per evitare che un’infrastruttura attesa da oltre vent’anni continui a rappresentare una delle incompiute più significative della Sardegna”, ha aggiunto.
Il piano triennale e le assicurazioni di Deidda
Il deputato sardo di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, ha annunciato che il completamento del terminal marittimo di Porto Torres rientra nel piano triennale delle opere marittime 2026-del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo Deidda, l’intervento è stato “blindato” nel nuovo programma dopo il rischio concreto di perdere i finanziamenti.
Il direttore generale per Porti e Logistica del Ministero, Donato Liguori, ha firmato il decreto relativo al piano triennale, ora trasmesso al ministro per la firma definitiva. Tra gli interventi inseriti figura quello denominato “Porto Torres – Lavori di completamento dell’edificio da adibire a servizi dei vettori industriali da destinare a terminal portuale”.
L’intervento era già stato finanziato nei precedenti programmi triennali con 400 mila euro per il 2026 e 200 mila euro per il 2026. Tuttavia, come evidenzia Deidda, il Provveditorato avrebbe impegnato soltanto una parte delle risorse disponibili nel 2026, circa 60 mila euro, mentre la restante quota sarebbe andata in economia. Una situazione che, secondo il parlamentare, rischiava di compromettere definitivamente la realizzazione dell’opera.
“Non vogliamo altre incompiute in Sardegna. I cittadini e il tessuto produttivo meritano infrastrutture moderne ed efficienti”, ha affermato Deidda, assicurando che il monitoraggio proseguirà fino alla conclusione dei lavori. Per il deputato di Fratelli d’Italia, il completamento del terminal rappresenta un tassello importante per lo sviluppo dello scalo turritano e della portualità del nord Sardegna, con il sostegno del Governo e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna.
La situazione rimane complessa, con promesse elettorali e piani triennali che si intrecciano. I cittadini di Porto Torres attendono certezze e non annunci, mentre i politici continuano a dibattere sul futuro di un’infrastruttura che potrebbe rappresentare un’importante opportunità di sviluppo per la regione.



