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Via libera del Comune al nuovo stadio di Cagliari: i numeri e i passaggi decisivi

Il Consiglio comunale ha approvato la dichiarazione di pubblico interesse e il riconoscimento del diritto di superficie per il nuovo stadio di Cagliari, sbloccando il progetto che include oltre 215 milioni di investimenti e la possibile candidatura per Euro 2032.

Via libera del Comune al nuovo stadio di Cagliari: i numeri e i passaggi decisivi

Il Consiglio comunale di Cagliari ha compiuto un passo decisivo per il futuro sportivo e urbanistico della città: nella seduta del 30 luglio è stata approvata la dichiarazione di pubblico interesse e il riconoscimento del diritto di superficie alla società proponente, aprendo la strada alla realizzazione del nuovo impianto che dovrebbe sorgere nell’area del vecchio Sant’Elia.

La decisione arriva dopo un iter lungo quasi un decennio e si inserisce in un quadro più ampio che comprende la possibile candidatura di Cagliari come città ospitante per gli Europei 2032 elemento che ha imposto scadenze tecniche precise per la consegna dei documenti e la pubblicazione del bando di gara.

Voti, dubbi e posizioni emerse in aula il 30 luglio

La votazione si è svolta al termine di un acceso dibattito in cui, pur essendoci un sostanziale favore alla realizzazione dell’opera, sono emerse perplessità da parte dell’opposizione. Il consigliere Giuseppe Farris di CiviCa 2026 ha sottolineato che il nodo da sciogliere non è la necessità dello stadio, ma la congruità della convenzione che vincolerà il Comune per cinquant’anni rispetto all’interesse pubblico.

L’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta ha definito l’intervento come “il più importante investimento privato con il concorso pubblico nella storia della città”, mettendo in evidenza che, al termine della concessione, lo stadio entrerà a far parte del patrimonio comunale. Il sindaco Massimo Zedda ha difeso il lavoro degli uffici e dei tecnici esterni coinvolti, affermando che molti dubbi sono stati chiariti nonostante una normativa complessa.

I numeri economici e il cronoprogramma legato a Euro 2032

Il progetto prevede un investimento complessivo superiore a 215 milioni di euro comprensivi di opere di manutenzione straordinaria. Il cofinanziamento pubblico è fissato in 60 milioni50 milioni dalla Regione Sardegna e 10 milioni dal Comune di Cagliari destinati a demolizione e bonifica dell’area dello Sant’Elia.

La concessione proposta ha durata di 50 anni. Il concessionario verserà un canone annuo stimato in 100.000 euro per i primi 25 anni e in 200.000 euro per i successivi 25 anni, importi che potranno aumentare in sede di gara. È stato previsto anche un fondo per imprevisti di 6,4 milioni di euro e ulteriori accantonamenti prudenziali per fronteggiare possibili incrementi dei costi o adeguamenti normativi.

Dal punto di vista operativo, il cronoprogramma collegato alla candidatura agli Europei impone scadenze stringenti: la documentazione per la candidatura doveva essere trasmessa dall’assessore Macciotta entro il 31 luglio con la pubblicazione del bando di gara fissata entro il 20 agosto. La Federazione individuerà le città italiane candidate il 15 settembre mentre la ratifica UEFA è prevista entro il 1° ottobre.

Capienza, servizi e tempi di realizzazione

Il nuovo impianto dovrebbe avere una capienza superiore ai 30.000 spettatori e includere funzioni oltre il campo: aree per accoglienza, ristorazione, spazi per eventi, un hotel e un museo dedicato alla storia del Cagliari Calcio. I tempi stimati per la costruzione sono di circa 40 mesi dal via ai lavori fino alla consegna.

Criticità sollevate e garanzie per l’interesse pubblico

Le opposizioni hanno espresso riserve sulle garanzie economiche e sulla sostenibilità dell’operazione per il bilancio comunale, chiedendo maggiori tutele sul fronte del diritto di superficie e della trasparenza finanziaria. Le contestazioni hanno riguardato in particolare il Piano economico-finanziario e la convenzione, giudicati in alcuni punti insufficienti nella tutela dell’interesse collettivo.

Di fronte a questi rilievi, l’amministrazione ha posto l’accento sugli approfondimenti tecnici condotti dagli uffici e dai consulenti esterni, che hanno cercato di risolvere criticità interpretative della normativa e di definire strumenti di tutela economica. Resta comunque aperto il dibattito politico sulle clausole contrattuali e su eventuali scenari di rischio per le casse comunali.

Con l’approvazione della delibera del 30 luglio il progetto non si traduce nell’immediata apertura del cantiere, ma rappresenta la condizione necessaria per avviare la procedura di gara e trasformare il progetto in un intervento cantierabile. Dopo dieci anni di attesa, l’operazione torna così a essere una prospettiva concreta per la città, con ricadute sportive, culturali e turistiche legate anche al nome proposto per l’impianto: Gigi Riva.

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