Il lussuoso yacht Angiola II un Amer F100 del valore di oltre 8 milioni di euro è affondato nelle acque di Porto Cervo il 12 agosto 2026. L’incidente, causato da un’avaria al motore che ha provocato un incendio, ha visto tutti i 14 occupanti tra cui l’armatore, salvati grazie all’intervento tempestivo di altre imbarcazioni e della Capitaneria di porto di La Maddalena.
L’imbarcazione, lunga circa 30 metri e dotata di quattro motori Volvo Penta Ips1200 da 900 Cv ciascuno, è ora adagiata su un fianco a circa 7 metri di profondità tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro. Nonostante non ci siano segni di fuoriuscite di carburante, il relitto deve essere rimosso per evitare rischi di inquinamento.
Le indagini della Procura di Tempio
La Procura di Tempio ha avviato un’inchiesta per chiarire le cause dell’incendio. Secondo le prime indagini, l’imbarcazione, varata nel 2026 e passata più volte di proprietà, era stata recentemente sottoposta a manutenzione in Toscana prima di essere consegnata al nuovo armatore italiano. Il cantiere costruttore, Amer Yachts ha precisato che si tratta di un’imbarcazione usata, venduta tra privati tramite broker.
Barbara Amerio, co-CEO di Amer Yachts, ha rilasciato una dichiarazione in cui sottolinea che i serbatoi a doppio fondo dovrebbero scongiurare perdite di carburante se la rimozione avverrà correttamente. È doloroso vedere affondare una barca a cui abbiamo lavorato per un anno e mezzo ha affermato Amerio, esprimendo sollievo per la sicurezza delle persone a bordo.
Le caratteristiche tecniche dell’Angiola II
L’Amer F100 è un’imbarcazione di lusso con 5 cabine tra cui una suite principale, due cabine VIP e altrettante doppie. Può ospitare fino a 10 ospiti e 5 membri dell’equipaggio che dispongono di tre cabine dedicate. Con una velocità massima di circa 28 nodi (circa 53 chilometri orari), lo yacht è stato progettato per offrire comfort e prestazioni elevate.
L’incidente segue di poche settimane un altro naufragio avvenuto in Gallura l’8 luglio quando lo yacht Early Bird di 16 metri è affondato a Tavolara a causa di un incendio. Questi eventi sollevano preoccupazioni riguardo alla sicurezza delle imbarcazioni di lusso e alla necessità di controlli più rigorosi.
Le operazioni di recupero
Il relitto dell’Angiola II è attualmente sotto stretta sorveglianza in attesa delle operazioni di recupero, affidate a un’impresa specializzata. La zona tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro rimane chiusa al traffico marittimo per garantire la sicurezza e prevenire eventuali danni ambientali. Le autorità stanno monitorando la situazione per assicurarsi che non ci siano perdite di carburante.
L’incidente ha suscitato grande interesse mediatico e ha portato alla luce la necessità di migliorare la manutenzione e la sicurezza delle imbarcazioni di lusso. Le indagini in corso dovranno chiarire le cause dell’incendio e stabilire eventuali responsabilità. Nel frattempo, la comunità locale e gli appassionati di yacht attendono con ansia il recupero del relitto e le conclusioni delle indagini.



