Stamattina, durante l’apertura della filiale, gli addetti della banca hanno scoperto un pacco anomalo posizionato davanti alla cassa automatica del Banco di Sardegna in via Umbertola strada principale del paese. L’oggetto ha subito destato sospetti e ha innescato la chiamata ai Carabinieriche sono intervenuti per effettuare i rilievi e mettere in sicurezza l’area. Questo ritrovamento ha bloccato temporaneamente l’accesso alla zona e ha richiamato l’attenzione degli inquirenti sul possibile tentativo di furto ai danni della filiale.
Da una prima ricostruzione, pare che il pacco contenesse un ordigno esplosivo artigianale collocato davanti al bancomat, probabilmente durante le ore notturne. Gli impiegati non erano presenti al momento dell’installazione e si sono accorti della presenza del dispositivo soltanto stamattina aprendo la porta della filiale. Il fatto che l’ordigno non sia esploso ha impedito danni materiali alla struttura e, fortunatamente, non ci sono feriti, ma resta la preoccupazione per la dinamica dell’azione criminale e per le motivazioni che hanno spinto i malviventi ad abbandonare il tentativo.
Segnalazione e primo intervento dei carabinieri
L’allarme è partito direttamente dagli impiegati della banca, che hanno avvisato i Carabinieri non appena hanno notato il pacco davanti al bancomat. Le forze dell’ordine sono giunte sul posto per i rilievi e per mettere in sicurezza l’area circostante, seguendo le procedure standard in caso di sospetti ordigni. Gli operatori hanno delimitato la zona e raccolto elementi utili per ricostruire l’accaduto, evitando ogni azione che potesse compromettere eventuali prove. L’intervento dei militari ha inoltre garantito che la circolazione pedonale e gli accessi alla strada principale venissero gestiti in sicurezza fino al termine degli accertamenti.
Osservazioni sul dispositivo ritrovato
Dalle prime verifiche effettuate sul posto è emerso che l’ordigno non è esploso, verosimilmente per un difetto nella sua costruzione o nel meccanismo di attivazione. Questa circostanza ha aumentato l’interesse degli investigatori, che dovranno stabilire se il malfunzionamento sia stato involontario o se gli autori abbiano intenzionalmente lasciato il pacco per fuggire prima dell’esplosione. L’assenza di detonazione limita i danni materiali ma conserva intatto il valore probatorio del dispositivo, che potrà essere analizzato con attenzione per recuperare tracce utili all’identificazione dei responsabili.
Indagini affidate alla stazione di Fonni
Le indagini sul tentato assalto sono state formalmente affidate alla stazione di Fonniche coordinerà le attività investigative sul territorio. I carabinieri saranno chiamati a verificare i filmati di eventuali telecamere di sorveglianza, raccogliere testimonianze e analizzare il materiale rinvenuto sull’ordigno alla ricerca di impronte, tracce o elementi che possano collegare l’azione a persone conosciute o a precedenti analoghi. L’impegno dei militari è diretto a comprendere il modus operandi dei malviventi e a ricostruire la tempistica esatta, a partire dal momento in cui l’ordigno è stato collocato fino alla scoperta da parte del personale bancario.
Al momento non ci sono informazioni pubbliche su eventuali sospetti o arresti, e le autorità mantengono riservatezza sulle specifiche tecniche degli accertamenti in corso per non compromettere le indagini. L’attenzione resta alta in città e nelle aree circostanti, dato che episodi simili possono rappresentare un rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. La stazione di Fonni proseguirà con le verifiche fino a chiarire dinamica e responsabilità dell’azione contro la filiale del Banco di Sardegna in via Umberto.
Nel frattempo, la banca e le forze dell’ordine hanno lavorato in sinergia per gestire l’emergenza e limitare il disagio alla clientela e ai residenti. L’episodio sottolinea l’importanza delle misure di sicurezza attive e passive presso gli sportelli automatici e il ruolo cruciale della segnalazione tempestiva da parte del personale, che in questo caso ha permesso di evitare conseguenze più gravi. Le successive fasi investigative potrebbero portare a elementi decisivi utili a individuare i responsabili e a evitare il ripetersi di episodi simili.



