La misura conosciuta come rottamazione-quinquies si è arricchita di novità rilevanti: negli ultimi provvedimenti normativi sono state estese le possibilità di definizione agevolata e riviste le scadenze operative. Le modifiche riguardano non solo le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossionema anche numerosi debiti verso enti locali come i Comuni.
Il quadro normativo resta in evoluzione, poiché alcuni interventi devono completare l’iter parlamentare. Tuttavia, le modifiche già approvate introducono effetti concreti sulle delibere comunali, sui termini per presentare le domande e sulle modalità di pagamento da parte dei contribuenti.
Estensione ai tributi comunali e contenuto degli interventi normativi
Con il Decreto Fiscale è stata prevista l’estensione della rottamazione ai carichi riferiti alle entrate degli enti territoriali affidate all’Agente della riscossione. In termini pratici, oltre a imposte e contributi tradizionali, la definizione agevolata può ora riguardare: ImuTarientrate patrimoniali comunalisanzioni amministrative locali e multe stradali. Questo ampliamento permette ai Comuni che aderiranno di consentire ai cittadini la cancellazione di gran parte degli oneri accessori maturati nel tempo.
Correzioni di calendario con il Decreto Accise
Il successivo Decreto Accise ha modificato le tempistiche operative richieste per l’adesione degli enti locali. La proroga richiesta da molti Comuni — motivata anche da recenti consultazioni amministrative — ha spostato il termine per decidere l’adesione dal 30 giugno al 31 luglio 2026. È importante notare che il Decreto Accise dovrà completare l’iter parlamentare entro il 30 giugno 2026 per essere definitivamente efficace.
Nuovo calendario: termini per delibere, domande e pagamenti
Le scadenze aggiornate, così come ridefinite dal quadro normativo, sono rilevanti sia per gli enti sia per i contribuenti. I punti chiave sono i seguenti: entro il 31 luglio 2026 i Comuni possono approvare la delibera di adesione; i contribuenti potranno presentare le domande nella finestra compresa tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026la prima rata o l’importo in unica soluzione dovranno essere versati entro il 31 marzo 2027. La proroga concede quindi mesi aggiuntivi per predisporre gli atti e raccogliere le istanze.
Per quanto riguarda la comunicazione delle somme dovute, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione deve mettere a disposizione entro il 30 giugno tutte le istruzioni operative nell’area riservata: calcolo delle rate, importi, moduli precompilati e informazioni per il mandato di addebito diretto. Chi aderisce troverà nella propria area web la comunicazione delle somme dovuteche riepiloga importi, scadenze e modalità di pagamento.
Regole sulla rateizzazione e soglia minima
Una delle caratteristiche della misura è la possibilità di dilazionare i pagamenti fino a 54 rate bimestrali — circa nove anni — per favorire la sostenibilità finanziaria dei piani. La Manovra 2026 stabilisce inoltre che ogni rata bimestrale non possa essere inferiore a 100 euro. Nel caso in cui la ripartizione produca rate più basse, la tabella di marcia sarà ricalcolata d’ufficio per rispettare la soglia. Restano alcuni punti da chiarire per importi molto bassi, per i quali in passato era ipotizzato il pagamento in un’unica soluzione.
Adesione comunale non automatica e soluzioni per enti non affidatari
L’estensione ai tributi locali non è automatica: ogni Comune dovrà approvare una delibera e comunicarla all’Agente della riscossione. Questo genera una variabilità territoriale: in alcuni Comuni sarà possibile regolarizzare Imu, Tari e multe secondo la rottamazione-quinquies, in altri potrebbero essere approvate sanatorie locali con regole autonome.
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto infatti una strada per gli enti che non si avvalgono dell’Agenzia delle Entrate-Riscossionequesti Comuni possono adottare una propria definizione agevolatafissando condizioni, percentuali e termini diversi rispetto alla misura nazionale. Per il contribuente diventa quindi essenziale consultare la delibera del proprio Comune nei tempi previsti.
Un esempio locale: l’approvazione a Caltagirone
Un caso concreto è rappresentato dal Consiglio comunale di Caltagirone, che ha approvato all’unanimità una mozione per aderire alla rottamazione-quinquies. Il documento impegna il sindaco a predisporre rapidamente la delibera di adesione e a comunicare ai cittadini termini, modalità e sportelli di assistenza. La votazione mostra come la misura possa essere accolta in tempi diversi a seconda delle scelte politiche e delle esigenze locali.
Nei prossimi giorni sarà quindi fondamentale seguire l’evoluzione dell’iter parlamentare del Decreto Accise e verificare le delibere comunali: per molti contribuenti con debiti storici verso il proprio Comune, la rottamazione-quinquies può rappresentare un’occasione concreta per chiudere le pendenze con condizioni considerevolmente più favorevoli rispetto ai percorsi di riscossione ordinari.



