In un’epoca in cui la tecnologia ha reso possibile partecipare a riunioni e assemblee da remoto, il Gruppo del Partito Democratico della Sardegna ha deciso di affrontare la questione con una proposta di legge innovativa. Presentata il 25 giugno 2026 a Cagliari, la proposta mira a ridefinire le norme sulla partecipazione degli organi locali e sul collegamento da remoto dei loro componenti.
La proposta, che porta la firma del presidente del Gruppo del Partito Democratico della Sardegna, l’On. Roberto Deriu, è stata sottoscritta anche dai consiglieri Corrias, Fundoni, Piano, Pilurzu, Piscedda, Sau, Solinas Antonio e Soru. Questo provvedimento, composto da 6 articoli, sfrutta la competenza legislativa primaria dello Statuto speciale in materia di ordinamento degli enti locali, rendendo la Sardegna la prima regione in Italia a normare in modo stringente la partecipazione a distanza.
La presenza fisica come parte integrante del mandato
L’obiettivo principale della proposta è porre fine a una gestione troppo elastica dei lavori assembleari, ristabilendo il valore del contatto e del controllo ispettivo in aula. “È a questa incertezza – dichiara l’On. Deriu – che la presente proposta intende porre rimedio, muovendo da un principio che merita di essere riaffermato con chiarezza: nelle assemblee elettive si è presenti.”
La presenza nella sede pubblica non è una formalità organizzativa, ma una parte del mandato. Chi si è candidato e si è fatto eleggere ha promesso impegno e dedizione e ha giurato di servire le istituzioni con disciplina e onore. Lo svolgimento ordinario delle sedute in presenza garantisce la pienezza del confronto, la pubblicità dei lavori, il controllo reciproco tra le forze politiche e la trasparenza verso i cittadini.
Collegamenti da remoto solo per gravi motivi
La proposta non vieta il collegamento da remoto, ma ne delimita l’uso. “La proposta non vieta il collegamento da remoto: lo riconduce – conclude l’On. Deriu – alla sua funzione propria, quella di strumento eccezionale a tutela di chi, per gravi e comprovati motivi, sarebbe altrimenti impossibilitato a partecipare.”
Questa iniziativa sottolinea l’importanza di mantenere un equilibrio tra l’uso della tecnologia e la necessità di garantire la partecipazione attiva e trasparente nelle assemblee pubbliche. La proposta del Partito Democratico della Sardegna rappresenta un passo significativo verso una maggiore regolamentazione e responsabilità nella gestione delle sedute assembleari.



