3 Giugno 2026 ☀ 19°

Mostra al Mast: quando l’arte contemporanea dialoga con il patrimonio archeologico

Una mostra al Mast che trasforma opere contemporanee in veri e propri reperti del presente, esplorando memoria, paesaggio e possibilità di rinascita

Mostra al Mast: quando l’arte contemporanea dialoga con il patrimonio archeologico

Il Mast – Museo archeologico di San Teodoro ospita Archeologie contemporanee, un progetto espositivo che mette in relazione il patrimonio archeologico locale e le pratiche artistiche contemporanee. In programma dal 30 maggio al 4 luglio, con inaugurazione prevista sabato 30 maggio alle 18, la rassegna vuole essere una lettura stratificata del territorio: reperti, opere e miti si confrontano per raccontare trasformazioni ambientali e sociali.

Curata da Silvia Baldereschi e Sara Durgali con la collaborazione di Maria Lina Ruiu, la mostra riunisce tre voci di differenti generazioni sarde — Eleonora Desole, Laura Kaamos e Luigi Musa — che propongono un dialogo con gli oggetti e le storie conservate negli spazi di Niuloni. Il museo, riaperto al pubblico nel gennaio 2026, conferma così la sua vocazione a essere luogo di incontro tra passato e contemporaneità.

Il progetto e la visione curatoriale

La mostra si struttura come un percorso che trasforma l’opera d’arte in reperto contemporaneo: frammenti visivi e oggettuali assumono il valore di testimonianze di un tempo in divenire. La curatela enfatizza il ruolo del museo come spazio di reinterpretazione, dove la memoria collettiva e il paesaggio si intrecciano con pratiche artistiche che indagano l’abbandono, la rinascita e la continuità culturale. Il progetto non si limita a esibire oggetti, ma crea un campo di confronto in cui i residui materiali del passato conversano con le urgenze del presente.

Eleonora Desole: installazione e paesaggio umano

Eleonora Desole presenta Cor&Cordis, un’installazione immersiva realizzata appositamente per il museo che affronta il tema dello spopolamento delle aree interne e dell’abbandono degli insediamenti. Attraverso immagini proiettate, suoni e dispositivi scenici il visitatore è guidato in uno spazio sospeso dove la natura riconquista i segni dell’uomo e la memoria collettiva si fa presenza evanescente. L’opera suggerisce possibilità di rinascita, interrogando il rapporto tra luogo, identità e cura del territorio.

Laura Kaamos e Luigi Musa: mito, materia e memoria

Laura Kaamos propone la serie Totem, oggetti che sembrano emergere da un passato indefinito, e Nascita di Agdistis, una rilettura del mito greco che usa figure ibride per parlare di fragilità ambientale e ferite del paesaggio. Accanto a questo linguaggio mitico, Luigi Musa mette in mostra lavori che intrecciano scultura, ceramica e sperimentazione materica: dalla memoria artigianale sarda alle opere cinetiche, fino alla serie Fantastic Game nata durante un periodo trascorso in una struttura per anziani. All’esterno del museo si potrà inoltre vedere Antas, scultura ispirata al tempio omonimo e pensata come rilettura contemporanea del patrimonio archeologico sardo.

Eventi pubblici, laboratori e proiezioni

La mostra è affiancata da un ricco programma di iniziative rivolte a cittadini e visitatori: una rassegna cinematografica intitolata Frame del presente propone film e cortometraggi collegati ai temi dell’esposizione; la giornata Ombre Corte, in calendario per il solstizio d’estate il 20 giugno, offrirà performance, laboratori, musica e proiezioni serali. Sono previste inoltre visite guidate e percorsi accessibili in italiano, inglese e Lingua dei segni italiana, con l’intento di rendere il progetto fruibile a pubblici differenziati e di promuovere una partecipazione attiva.

Il Mast come spazio di confronto

Con questa iniziativa il Mast conferma la sua identità come istituzione che custodisce reperti provenienti dai fondali della costa di San Teodoro e dai principali siti del territorio, ma che al tempo stesso si apre a sperimentazioni culturali contemporanee. L’esposizione testimonia la volontà del museo di porsi come piattaforma di dialogo tra storia e creazione artistica, proponendo un modello di valorizzazione che mette in relazione il passato e le pratiche creative odierne per interrogare il presente e immaginare il futuro del paesaggio sardo.

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