La Sardegna si trova di fronte a una sfida cruciale per il futuro del suo trasporto pubblico locale. Con una scadenza imposta a livello nazionale ed europeo, la Regione ha fino al 31 per approvare una legge che eviti il bandire una gara internazionale per la gestione dei servizi di trasporto. Una legge regionale potrebbe scongiurare questo scenario, ma il tempo stringe.
La commissione trasporti dell’assemblea legislativa sarda guidata dal presidente Gianluigi Piano sta lavorando a una bozza che, secondo le dichiarazioni, sarà pronta entro l’anno e consentirà una proroga tecnica di uno-due anni. Questo periodo aggiuntivo sarà utilizzato per approvare una riforma organica del settore.
I contratti di servizio attuali e le loro criticità
Attualmente, i contratti di servizio trasporto pubblico locale terrestre non ferroviario in Sardegna sono 53 e hanno una durata di due anni. Questi contratti definiscono le caratteristiche dei servizi offerti, il programma di esercizio, la struttura tariffaria, gli importi da corrispondere alle aziende e le modalità di pagamento. Tuttavia, l’impianto di questi contratti risale a decenni fa e non risponde più alle esigenze attuali dei cittadini.
Un esempio lampante è la situazione di Cagliari. Nel 1970 circolavano circa 40.000 auto e si registravano meno di 200 auto ogni mille abitanti. Oggi, secondo uno studio del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità) dell’Università, nel capoluogo entrano ogni giorno tra le 170 e le 180mila auto che si sommano alle circa 100mila dei residenti. Il tasso di motorizzazione è tra i più alti d’Italia, con circa 65 auto ogni 100 abitanti neonati compresi.
Le parole del sindaco Zedda e le sfide future
Durante un convegno organizzato dalla Fondazione Aldo Moro e dal Partito Democratico il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha raccontato un aneddoto significativo: All’inizio del secolo per arrivare in carrozza da Sinnai a Cagliari si impiegavano 45 minuti, ora in auto ci vuole un’ora. Questo esempio evidenzia i cambiamenti nella mobilità e le sfide che il trasporto pubblico deve affrontare.
Zedda ha anche sottolineato il problema della sicurezza e della salute, causato dalle polveri sottili che causano danni enormi. Un esempio concreto è l’investimento di 100mila euro per realizzare una circolare notturna che viene utilizzata da migliaia di giovani e lavoratori, contribuendo a ridurre il rischio di incidenti.
Le esigenze di un trasporto pubblico efficiente
Per convincere i cittadini a lasciare l’auto a casa, serve un servizio di trasporto pubblico capillare ed efficiente. Il CTM l’azienda di trasporto pubblico cagliaritana, fa 3.600 corse al giorno e raggiunge otto comuni. Tuttavia, altri sei centri della cinta urbana del capoluogo vorrebbero essere raggiunti dagli autobus, ma servono fondi e una pianificazione adeguata nei contratti di servizio.
Fabrizio Rodin, presidente del CTM, ha sottolineato la necessità di un nuovo contratto che tenga conto delle mutate esigenze della popolazione. Tuttavia, servono anche risorse finanziarie. Oggi, per tutte le aziende di trasporto pubblico locale ci sono 180 milioni all’anno ma ne servirebbero almeno 250 come hanno dichiarato gli amministratori delle aziende. Inoltre, è necessario lavorare sulle coincidenze tra bus di vettori diversi e sul biglietto unico, come ha evidenziato l’amministratore unico di ArstGiovanni Mocci.
La Giunta regionale ha dedicato molta attenzione agli aerei e alla continuità territoriale, trascurando il trasporto pubblico interno. Per questo, come hanno ricordato Piano e l’assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca c’era molto terreno da recuperare per costruire un quadro completo, che include anche il Piano regionale dei trasporti.
Silvio Lai, segretario regionale del Pd, ha idee chiare e traccia una strada per i suoi consiglieri: Serve una norma che salvi le società e poi dobbiamo indirizzare le decisioni. E dobbiamo farlo adesso, senza rimandare scelte che incideranno sul futuro dell’Isola. Lai ha anche affermato che la Sardegna deve avere un player, l’Arst, e le altre aziende devono convergere all’interno. Tuttavia, ha sottolineato una realtà scomoda: così come non ci potrà più essere un medico di base in tutti i Comuni, non tutti i centri potranno essere collegati con il trasporto pubblico. Infine, ha paragonato il piano dei trasporti a un piano sanitario, sottolineando l’importanza di un approccio strategico e lungimirante.



