La Sardegna si trova nuovamente al centro di due notizie di forte impatto per la salute pubblica: da un lato Cagliari è stata posta in allerta rossa dal Ministero della Salute per due giorni consecutivi, dall’altro il Policlinico Duilio Casula ha somministrato, presso il suo Day Hospital di Neurologia la prima infusione in Sardegna del Donanemab un anticorpo monoclonale destinato ai pazienti con Alzheimer in fase iniziale. Questi fatti, pur riguardando contesti diversi, richiedono entrambi un elevato livello di organizzazione sanitaria e un attento monitoraggio clinico.
Il Ministero della Salute ha classificato Cagliari al livello 3 di allerta, ovvero allerta rossa per le giornate di martedì 30 giugno 2026 e mercoledì 1 luglio 2026. Il bollettino indica temperature effettive che varieranno tra 26 e 35 gradi con temperature percepite che possono raggiungere i 36 gradi. Questo quadro motivato dall’oscillazione delle temperature espone la popolazione a un rischio elevato per la salute, in particolare per le fasce più fragili come anziani e bambini.
Il sistema di allerta del Ministero considera allerta rossa una condizione in cui il disagio bio-climatico persiste per almeno tre giorni consecutivi; nel caso di Cagliari è previsto un miglioramento con il passaggio al livello 1 (colore giallo) a partire dal 2 luglio. Nel frattempo, i servizi sanitari e sociali sono stati messi in stato di prontezza per rispondere alle esigenze della comunità, e sono state diffuse raccomandazioni operative: evitare di uscire nelle ore più calde, idratarsi frequentemente e preferire un’alimentazione leggera a base di frutta e verdura.
Consigli pratici e uso dei dispositivi di raffrescamento
Le indicazioni ufficiali includono precauzioni specifiche per l’uso dell’aria condizionata e dei ventilatori. L’aria condizionata è consentita, purché la differenza con l’ambiente esterno non superi i cinque gradi per ridurre il rischio di shock termici. Il ventilatore, invece, offre un sollievo limitato: non abbassa la temperatura reale ma modifica la percezione termica e può aumentare la sudorazione, accrescendo il rischio di disidratazione. È raccomandato posizionarlo a distanza adeguata, con cautela particolare per le persone malate o costrette a letto.
Prima infusione di Donanemab al Policlinico Duilio Casula
Il Day Hospital di Neurologia del Policlinico Duilio Casula ha eseguito la prima infusione in Sardegna del Donanemab un passo significativo nella gestione clinica della malattia di Alzheimer. L’intervento è il risultato di un percorso diagnostico e terapeutico messo a punto dall’Azienda Ospedaliera, coordinato dalla professoressa Monica Puligheddu e con il contributo del team guidato dal dottor Gianluca Floris e dalla dottoressa Laura Fadda del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze. La somministrazione è avvenuta in regime di uso compassionevole dopo il completamento delle valutazioni cliniche previste.
Il Donanemab, insieme a un altro anticorpo monoclonale, il Lecanemab, rappresenta un approccio terapeutico che agisce sui depositi di amiloide cerebrale, intervendo sui meccanismi patogenetici alla base della malattia. L’uso di questi farmaci è però strettamente limitato alle forme iniziali del disturbo e richiede una diagnostica di precisione basata su esami di laboratorio e imaging avanzato, oltre a controlli periodici ospedalieri.
Contesto regolatorio e accesso alla terapia
La somministrazione è stata possibile in via compassionevole poiché, nonostante il medicinale abbia ricevuto autorizzazioni regolatorie a livello europeo, la rimborsabilità è ancora in fase di revisione. In questo contesto, la fornitura diretta da parte del produttore ha permesso l’accesso gratuito al trattamento prima della completa commercializzazione e rimborso a livello nazionale. Tale procedura richiede procedure amministrative e cliniche rigorose per garantire la sicurezza del paziente.
Entrambi gli episodi — l’allerta climatica a Cagliari e l’avvio della terapia anti-amiloide al Policlinico — evidenziano la centralità dell’organizzazione sanitaria nell’affrontare sia emergenze ambientali che innovazioni terapeutiche. Le istituzioni coinvolte hanno adottato misure concrete: attivazione dei servizi sociali per il primo caso e implementazione di un iter multidisciplinare per il secondo, dimostrando come la gestione della salute pubblica richieda coordinamento, competenze specialistiche e protocolli chiari.



