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Protesta in Sardegna: la battaglia per salvare Cala Finanza dal progetto turistico

Una grande manifestazione ha avuto luogo a Cala Finanza per opporsi al progetto Tavolara Bay, che prevede la costruzione di un beach club di lusso. Scopri perché questa protesta sta mobilitando così tante persone.

Protesta in Sardegna: la battaglia per salvare Cala Finanza dal progetto turistico

Questa mattina, la splendida Cala Finanza situata sulla costa di Loiri Porto San Paolo è stata teatro di una manifestazione pacifica di oltre mille persone. La protesta, organizzata da Sos Cala Finanza insieme a vari movimenti indipendentisti e realtà locali, mira a fermare il controverso progetto Tavolara Bay promosso dalla Tavolara Bay Srl legata al gruppo brasiliano JHSF Participações.

Al centro della disputa c’è la Villa Joy un beach club di lusso che, secondo i manifestanti, potrebbe compromettere il delicato equilibrio ambientale della zona e creare un pericoloso precedente per altre aree della Sardegna. La manifestazione ha visto la partecipazione di cittadini provenienti da tutta l’isola e anche dalla penisola, uniti sotto bandiere dei Quattro Mori e striscioni con slogan contro il progetto.

La protesta e il supporto delle associazioni

Tra i partecipanti alla manifestazione c’era anche Francesco Lai uno dei fondatori del Gruppo Progetto per Nuoro che ha descritto l’evento come una manifestazione riuscita e pacifica. Dopo gli interventi dei rappresentanti dei movimenti organizzatori, molti cittadini hanno preso la parola per esprimere le loro preoccupazioni.

La protesta ha ricevuto il sostegno di numerose associazioni ambientaliste, tra cui Gruppo d’Intervento GiuridicoWWFLegambiente e Italia Nostra. Mauro Gargiulo presidente regionale di Italia Nostra ha annunciato che l’associazione interverrà ad adiuvandum davanti al Tar Sardegna schierandosi al fianco della Regione Sardegna nel ricorso contro il Governo.

Le preoccupazioni ambientali

Legambiente Sardegna ha espresso preoccupazione per l’uso distorto delle Zes (Zone economiche speciali), strumenti che dovrebbero attrarre investimenti capaci di produrre sviluppo, non riproporre modelli superati di consumo della fascia costiera. La presidente Marta Battaglia ha sottolineato che il valore del precedente è cruciale: se un progetto di questo tipo può ottenere facilmente una deroga, si apre la strada a molti altri interventi lungo le coste della Sardegna.

In vent’anni la Sardegna ha costruito una cultura della tutela della fascia costiera che è diventata patrimonio condiviso. Tornare indietro significherebbe mettere in discussione un percorso di crescita culturale ormai consolidato.

Il braccio di ferro istituzionale

Il conflitto non riguarda solo la mobilitazione popolare, ma anche un acceso dibattito istituzionale. Nei giorni scorsi, il Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo ha revocato la delibera che approvava la riclassificazione urbanistica dell’area. Il prossimo snodo sarà l’udienza davanti al Tar Sardegna fissata per l’8 luglio.

Per i promotori della mobilitazione, la partita proseguirà anche al di fuori delle aule del tribunale amministrativo. Al termine della manifestazione, è stato annunciato la costituzione di un presidio permanente a Cala Finanza, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e proseguire la mobilitazione a difesa del sistema di tutela del paesaggio dell’intera Sardegna.

La battaglia per Cala Finanza è solo all’inizio, e il futuro di questa splendida costa sarda è ancora in bilico tra sviluppo e conservazione.

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