15 Giugno 2026 ☁ 22°

Cala Finanza tra tutela e progetto turistico: lo scontro sulla Zes e le competenze regionali

La vicenda di Cala Finanza a Loiri Porto San Paolo riassume un contrasto tra la Struttura di Missione della Zes e i soggetti locali: Legambiente definisce «inaccettabile» l’autorizzazione, la Regione annuncia ricorso al Tar e Il sindaco Francesco Lai ha espresso posizioni divergenti nei giorni del 6 e 7 giugno 2026

Cala Finanza tra tutela e progetto turistico: lo scontro sulla Zes e le competenze regionali

La trasformazione prevista per Cala Finanzanel territorio di Loiri Porto San Paoloha riaperto un confronto acceso sulla tutela del paesaggio e sui poteri di pianificazione. La questione è diventata centrale dopo che la Struttura di Missione della Zes ha dato il via libera a una variante urbanistica che consente un uso turistico-ricettivo dell’area, nonostante pareri contrari espressi da più enti competenti.

Di fronte a questa decisione, la Regione Autonoma della Sardegna ha annunciato l’intenzione di impugnare l’atto davanti al Tar, sostenendo che la procedura abbia compresso le competenze regionali in materia di pianificazione territoriale e tutela del paesaggio. Contestualmente, Legambiente ha definito la scelta «inaccettabile» e ha chiesto che si rispettino le norme urbanistiche e paesaggistiche consolidate nell’isola.

Pareri contrari e ricorso: competenze e normativa regionale

Secondo quanto denunciato da Legambiente, la proposta di variante riguarda il passaggio da una zona di salvaguardia a un comparto turistico-ricettivo, con la previsione di trasformare edifici esistenti e di realizzare strutture per il glamping in uno dei tratti costieri indicati come di pregio. L’associazione sottolinea che l’area era stata classificata come zona H di salvaguardia durante l’adeguamento del Piano urbanistico comunale al Ppr concluso nel 2026, una scelta che rientra in una linea di tutela avviata negli anni Novanta e consolidata con il Ppr del 2006.

Legambiente contesta che il via libera sia stato rilasciato «nonostante i pareri contrari espressi dagli enti competenti». Nel comunicato si afferma che «la proposta non è conforme alla disciplina» e che la Struttura di Missione della Zes «ha autorizzato la variante e gli interventi con un’interpretazione derogatoria» dell’autorizzazione, una scelta che, secondo l’associazione, appare priva di adeguato fondamento giuridico alla luce delle norme vigenti e dei pareri negativi.

La posizione della Regione e il ricorso al Tar

La Giunta regionale guidata da Alessandra Todde ha dichiarato l’intenzione di impugnare l’atto davanti al Tar, ritenendo che siano state compresse le competenze regionali sulla pianificazione e sulla tutela paesaggistica. Nel contesto istituzionale, il Consiglio dei ministri ha respinto l’opposizione regionale, ma la Regione ha comunque formalizzato l’atto di opposizione e definito la procedura «non lineare».

Ruoli locali, dichiarazioni pubbliche e il progetto più ampio di Tavolara Bay

Al centro della disputa c’è anche la gestione locale: il sindaco Francesco Lai ha pronunciato dichiarazioni pubbliche in momenti diversi, affermando il 6 giugno 2026 che «Cala Finanza diventa una questione che riguarda il rispetto delle regole e delle competenze», mentre il giorno successivo ha assunto un tono diverso, rivendicando l’esistenza di una delibera consiliare favorevole al progetto assunta il 25 novembre scorso.

Il dossier non riguarda soltanto la singola variante: Legambiente richiama il piano complessivo promosso dalla società Tavolara Bayillustrato nei suoi contorni come un masterplan che include un resort di lusso con hotel, ville, ristoranti, beach club e porto turistico. Per l’associazione, la vicenda di Cala Finanza assume così un valore simbolico e pratico che va oltre la modifica puntuale di destinazione d’uso.

Reazioni pubbliche e appello alla responsabilità

Nel commento ufficiale, il presidente nazionale di LegambienteStefano Ciafanie la presidente regionale Marta Battaglia hanno sottolineato la necessità di «difendere con orgoglio, a tutti i livelli, le scelte pianificatorie» che permettono di consegnare alle future generazioni territori integri e paesaggi di valore. L’appello è rivolto a tutte le istituzioni affinché rispettino la traiettoria tracciata dalle norme urbanistiche regionali e dal Ppr.

Parallelamente, tra gli atti contestati c’è anche la presunta attribuzione di valore a una delibera comunale in sede di Conferenza di servizi, elemento che la Regione ha ritenuto tale da rendere la procedura «non lineare». Inoltre, è stata richiamata la norma secondo cui «La legge dice che questo non si può fare», riferendosi alla corretta rappresentanza dei pareri amministrativi durante la Conferenza (richiamo alla legge n. 241/1990, art. 14-ter).

La vicenda rimane aperta: con il ricorso della Regione al Tar e le prese di posizione pubbliche delle parti coinvolte, Cala Finanza è diventata uno snodo rilevante nella discussione sulla gestione del litorale e sulla possibilità di conciliare sviluppo turistico e tutela del paesaggio in Sardegna.

Sardegna adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 12 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 15 Giugno