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Prova notturna dell’Atr 465 sulla Cagliari-Olbia: cosa è stato verificato

Il nuovo Atr 465 ha effettuato nella notte tra il 9 e il 10 luglio una corsa prova senza fermate lungo la Linea Cagliari-Olbia, raggiungendo 150 chilometri orari; Rfi, Trenitalia, Italcertifer, Regione Sardegna e Caf hanno collaborato alle verifiche propedeutiche all'omologazione

Prova notturna dell’Atr 465 sulla Cagliari-Olbia: cosa è stato verificato

Nella notte tra il 9 e il 10 luglio un convoglio Atr 465 ha completato la prima corsa prova sull’intera linea Cagliari-Olbia percorrendo l’intero tracciato in 2 ore e 15 minuti. L’esercitazione si è svolta su binari riservati al collaudo, senza fermate intermedie e in assenza di altro traffico ferroviario, condizioni che hanno permesso di raggiungere una velocità massima di 150 chilometri orari.

Si tratta di un passaggio tecnico decisivo nel percorso di omologazione necessario prima dell’entrata in servizio commerciale del treno, acquistato dalla Regione Sardegna e costruito dalla società spagnola Caf. Le prove hanno coinvolto più soggetti istituzionali e tecnici per validare prestazioni, sicurezza e affidabilità del materiale rotabile e delle infrastrutture.

Dettagli della prova e ruoli degli enti coinvolti

La campagna di collaudo è stata realizzata con la partecipazione di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi)TrenitaliaItalcertifer la Regione Sardegna e il costruttore Caf. Rfi ha eseguito gli interventi infrastrutturali necessari e ha curato la certificazione della linea, mentre Trenitalia e Italcertifer hanno fornito supporto tecnico nelle attività di omologazione del convoglio e del sistema di pendolamento.

L’obiettivo principale della prova è stato verificare il funzionamento del sistema di pendolamento dell’Atr 465, una tecnologia che permette all’imbarcazione della cassa di inclinarsi nelle curve per migliorare la tenuta e aumentare la velocità di percorrenza senza modificare il tracciato storico. Le attività di test hanno incluso rilievi sulle prestazioni dinamiche, prove di frenatura e la simulazione di carico passeggeri con carichi equivalenti.

Modalità e limitazioni della corsa

Per ricreare condizioni prossime a quelle operative il convoglio ha viaggiato senza fermate e con l’intera linea riservata alle prove. Queste condizioni sperimentali hanno consentito di raggiungere i 150 km/h, ma gli orari registrati non corrisponderanno necessariamente ai tempi di viaggio commerciali, che verranno definiti dal futuro programma di esercizio. Una nuova campagna di prove è già programmata per settembre nell’ambito dell’iter autorizzativo.

Adeguamenti infrastrutturali e investimenti

Per rendere possibile la circolazione dell’Atr 465 sulla dorsale sono stati realizzati interventi di adeguamento dell’infrastruttura, finanziati dalla Regione Sardegna nell’ambito dell’accordo quadro con Rfi. L’investimento complessivo dedicato agli interventi sulla linea supera i 50 milioni di euro. A questo si aggiunge l’acquisto dei convogli: la Regione aveva acquisito otto unità Atr nel 2009 con un investimento di circa 78 milioni di euro.

Questi interventi hanno riguardato sia la rettifica di tratti del binario sia il potenziamento dei sistemi di controllo della marcia, elementi necessari per sfruttare in sicurezza le caratteristiche tecniche dei nuovi treni, in particolare l’assetto variabile che consente di affrontare le curve con velocità fino al 20% superiore rispetto ai convogli tradizionali.

Iter di omologazione e passaggi successivi

Dopo le prove previste a settembre, la documentazione raccolta andrà all’esame dell’Ansfisa l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, chiamata a completare il processo di autorizzazione definitiva del materiale rotabile. Solo a valle di queste verifiche il convoglio potrà essere impiegato nei collegamenti commerciali in servizio ordinario.

Nel frattempo, le prove notturne e gli adeguamenti sulle tratte rappresentano un passo concreto verso l’obiettivo della Regione di ridurre i tempi di percorrenza tra i principali centri dell’isola, sfruttando tecnologie moderne e investimenti infrastrutturali mirati.

La storia della rete sarda, nata nel 1871 con il primo tratto tra Cagliari e Villasor e completata fino a Golfo Aranci nel 1883 ha sempre convissuto con limiti tecnici come la presenza di numerose curve, il binario unico e la mancata elettrificazione. Questi vincoli rendono rilevanti interventi come quelli in corso, che mirano a conciliare la conformazione storica del tracciato con le esigenze di mobilità contemporanea.

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