26 ottobre 2026 🌤 23°

Provincia del Nuorese: bus scolastici sotto pressione, Ciccolini chiede soluzioni

Una riunione urgente a Piazza Italia ha messo in luce i problemi dei bus scolastici e la disputa sul subappalto del trasporto pubblico locale.

Provincia del Nuorese: bus scolastici sotto pressione, Ciccolini chiede soluzioni

Il trasporto scolastico nella zona del Nuorese è tornato al centro dell’attenzione dopo una serie di lamentel che hanno colpito studenti, famiglie e istituzioni. Il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini, ha convocato una riunione nella Sala Consiliare di Piazza Italia, dove sono intervenuti i sindaci locali, i dirigenti degli istituti superiori, le rappresentanze sindacali FILT CGIL, FIT CISL e Uiltrasporti, oltre alla società F.lli Deplano S.r.l.. L’incontro è servito a delineare l’entità della crisi e a formulare proposte concrete per garantire il diritto allo studio dei ragazzi.

Le levatacce mattutine e l’assenza di corse pomeridiane

Durante l’incontro è stato ricordato che, già il 6 ottobre, la Conferenza Provinciale per la programmazione della rete scolastica aveva evidenziato una situazione drammatica: centinaia di studenti sono costretti a svegliarsi all’alba per prendere i primi bus, mentre il ritorno a casa è quasi inesistente a causa della carenza di corse pomeridiane. Questa doppia mancanza genera un effetto domino che incide sulla frequenza, sulla puntualità e, in ultima analisi, sul rendimento scolastico. I sindaci hanno sottolineato che il sovraffollamento dei mezzi è diventato quotidiano, con autobus spesso oltre il limite di capienza previsto.

Tagli alle linee storiche e marginalità territoriale

Un altro dato preoccupante riguarda i tagli indiscriminati a linee che avevano un ruolo storico nella mobilità locale. Le tratte più periferiche, in particolare quelle che servono i piccoli comuni interni, sono state accennate per essere gradualmente eliminate. Le autorità provinciali hanno riconosciuto che tale decisione, seppur motivata da ragioni economiche, rischia di isolare ulteriormente le comunità più vulnerabili, aggravando la disparità di accesso all’istruzione.

Vertenza sul subappalto del TPL: richieste al Prefetto di Roma

Parallelamente alla discussione sui bus scolastici, le organizzazioni sindacali hanno sollevato una seconda emergenza: la gestione del trasporto pubblico locale (TPL) affidata a Csp. Dopo la proroga della gestione fino al 30 novembre, rimangono aperte le questioni relative al subappalto del servizio e al futuro degli autisti. Il 16 ottobre, durante un incontro inconcludente, Filt CGIL, Fit CISL, Uiltrasporti e Usb hanno chiesto al Prefetto di Roma di convocare nuovamente tutte le parti, incluso il Comune di Civitavecchia, per fare chiarezza sul perché il subappalto è stato dichiarato economicamente insostenibile.

Il nodo della documentazione mancante

Le sigle sindacali hanno evidenziato che, nonostante le comunicazioni ricevute a fine settembre, non è stata fornita alcuna documentazione tecnica o economica a sostegno della decisione di escludere il subappalto a Civitavecchia. Senza questi dati, risultano impossibili verifiche oggettive sui presunti costi elevati. I sindacati hanno richiesto di accedere al parere iniziale pro veritate favorevole al subappalto, che tuttora non è stato condiviso.

Il futuro dei 34 autisti Csp

Il 12 maggio, durante un precedente incontro, i sindacati avevano già sollevato la questione della ricollocazione dei 34 dipendenti attualmente impiegati da Csp. Le proposte di mobilità interna, comprese le eventuali trasferte su scuolabus o linee speciali, non hanno ricevuto risposte concrete nel delicato confronto del 16 ottobre. I lavoratori temono una possibile trasformazione dei posti di lavoro stabili in contratti precari, con il ricorso a personale interinale per coprire i servizi residui.

La riunione di Piazza Italia ha messo a fuoco due fronti critici per la mobilità della provincia: da un lato, la necessità di ripristinare un servizio di trasporto scolastico capace di garantire puntualità e sicurezza; dall’altro, l’urgenza di una trasparenza totale sulla gestione del TPL e sulla tutela dell’occupazione. Rimane ora da vedere se le buone intenzioni espresse da Giuseppe Ciccolini e dalle amministrazioni locali si tradurranno in interventi concreti, capaci di restituire dignità sia agli studenti che ai lavoratori del trasporto pubblico.

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