La spiaggia di cala Liberotto a Orosei ha vissuto una giornata di grande tensione e di eroismo collettivo. In un solo giorno, due interventi drammatici hanno evitato tragedie, grazie all’intervento tempestivo di bagnini e bagnanti.
Il mare, con onde imponenti e correnti pericolose, ha messo a dura prova i bagnanti, nonostante la bandiera rossa che segnalava il divieto di balneazione. La solidarietà e la prontezza di riflessi hanno fatto la differenza in queste circostanze critiche.
Il primo salvataggio: una catena umana contro il mare
Il primo episodio critico si è verificato quando un bambino è stato trascinato a largo dalla forza delle correnti. Un testimone ha immediatamente allertato il padre, che si trovava in acqua con l’altra figlia. Nel tentativo di salvare il figlio, anche il padre ha iniziato ad avere difficoltà, sprofondando tra i flutti.
Mentre alcuni bagnanti correvano a chiedere l’aiuto del bagnino dello stabilimento dell’hotel cala Moresca altri hanno formato una catena umana per recuperare la bambina. Il bagnino, intervenuto con estrema rapidità, è riuscito a salvare prima il bambino e poi il genitore.
Il secondo intervento: un tuffo contro il tempo
Poco più di venti minuti dopo, la situazione si è ripetuta con la stessa gravità. Un ragazzo è stato trascinato a circa cinquecento metri dalla riva, apparendo visibilmente stremato. Il bagnino dell’hotel cala Moresca si è tuffato nuovamente tra le onde per raggiungerlo.
Data la distanza e le condizioni proibitive del mare, un secondo bagnino è intervenuto con una tavola di salvataggio, riuscendo a riportare tutti sulla spiaggia sani e salvi. L’intervento è stato accolto con sollievo e ammirazione dai presenti.
Questi episodi sottolineano l’importanza della vigilanza e della preparazione in situazioni di emergenza. La prontezza dei bagnini e la solidarietà dei bagnanti hanno evitato il peggio, trasformando una giornata di pericolo in un esempio di eroismo collettivo.



