3 Giugno 2026 ☀ 19°

Cessione del ramo consumer di Tiscali a Canarbino: i punti critici per i lavoratori

La cessione del ramo consumer a Canarbino è formalizzata ma il sindacato insiste per trovare soluzioni ai dipendenti rimasti fuori dal perimetro dell’operazione

Cessione del ramo consumer di Tiscali a Canarbino: i punti critici per i lavoratori

La cessione del ramo consumer di Tiscali al gruppo Canarbino è stata confermata nel tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dando forma a un nuovo progetto industriale che unisce energia e telecomunicazioni. L’operazione sarà perfezionata tramite la controllata Smeraldo e l’affitto del ramo d’azienda è previsto per diventare operativo dal 1° giugno. Il trasferimento interessa complessivamente una platea prossima alle 600 persone, con la maggior parte dei dipendenti che entrerà nella nuova compagine.

Accanto all’annuncio formale, però, emergono questioni aperte sul fronte dei diritti e della continuità lavorativa per decine di dipendenti che non sono stati ricompresi nel perimetro dell’operazione: le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali chiedono garanzie e passi concreti per evitare ricadute occupazionali. Il confronto proseguirà con il monitoraggio ministeriale e con incontri regionali per valutare misure di sostegno.

Il perimetro dell’operazione e le sue implicazioni

L’accordo interessa il ramo business to consumer di Tiscali-Tessellis e coinvolge principalmente il trasferimento di circa 563 lavoratori che saranno assorbiti dal nuovo soggetto. L’intento dichiarato da Canarbino è quello di integrare servizi energetici e connettività per creare un operatore convergente, con l’obiettivo strategico di ampliare la base clienti e ottenere economie di scala. In questa fase il Tribunale di Cagliari ha espresso parere favorevole alla procedura, condizione necessaria per procedere alla firma e all’avvio operativo.

Il piano industriale e la strategia di Canarbino

Canarbino, azienda storicamente attiva nel settore del gas naturale e dell’energia elettrica, punta sulla convergenza tra mercati diversi per creare un servizio integrato. Il gruppo ha illustrato elementi del piano che prevedono investimenti sulle infrastrutture di rete e iniziative commerciali mirate a raggiungere una clientela complessiva superiore al milione di utenti. La Regione Sardegna ha manifestato disponibilità a sostenere le attività, richiedendo nella fase successiva un tavolo operativo per analizzare nel dettaglio il piano industriale e definire gli strumenti di supporto.

Le preoccupazioni sul piano occupazionale

Nonostante il trasferimento della maggior parte del personale, restano aperti nodi rilevanti sulla sorte di un gruppo di dipendenti esclusi dall’operazione. Sul numero esatto ci sono riferimenti differenti: la sigla sindacale regionale ha parlato di 52 lavoratori esclusi dal perimetro, mentre altre comunicazioni ufficiali indicano la presenza di 47 lavoratori e due giornalisti non ricompresi nella cessione. Questo disallineamento numerico sottolinea la complessità della fase di passaggio e l’urgenza di chiarimenti per i coinvolti.

Richieste sindacali e soluzioni auspicabili

La Uilfpl Sardegna ha ribadito la necessità di individuare rapidamente una risposta per chi resta fuori dall’operazione, sollecitando il proseguimento del confronto con azienda e istituzioni. Tra le misure indicate figurano strumenti di ricollocazione, percorsi di riqualificazione professionale, incentivi all’assunzione e ogni forma di tutela che consenta continuità lavorativa. Sul fronte della comunicazione sindacale è stato evidenziato che il tavolo al ministero rappresenta una tappa importante, ma non conclusiva, e che il dialogo deve continuare fino a soluzioni condivise.

Interventi istituzionali e prospettive per il territorio

Le istituzioni regionali, rappresentate dagli assessori al Lavoro e all’Industria, hanno dichiarato la disponibilità a sostenere il progetto industriale e a mettere a disposizione strumenti per la formazione e gli incentivi. Il MIMIT ha annunciato che proseguirà il monitoraggio sulla parte non coinvolta dell’azienda per salvaguardare la continuità produttiva, le competenze presenti sul territorio e i livelli occupazionali. È stato inoltre fissato un aggiornamento del tavolo ministeriale per il 16 luglio, momento in cui si prevede di valutare l’evoluzione delle misure per i lavoratori esclusi.

Rischi e opportunità per i lavoratori

Nel quadro complessivo emergono sia rischi che opportunità: da una parte la procedura di composizione negoziata e i precedenti piani di riduzione che avevano indicato esuberi (in un passaggio precedente erano stati segnalati 180 esuberi su 729 dipendenti), dall’altra la possibilità che l’integrazione con Canarbino offra nuove prospettive professionali e investimenti sul territorio. Alcuni giornalisti coinvolti hanno già accettato misure volontarie: secondo le fonti, 10 giornalisti su 12 hanno aderito a un incentivo all’esodo, mentre rimangono questioni aperte per chi non ha trovato soluzioni immediate.

La partita, dunque, non è chiusa: se da un lato si avvia la fase operativa dell’affitto del ramo d’azienda e si definiscono i contorni del nuovo progetto industriale, dall’altro resta centrale la pressione dei sindacati e l’impegno delle istituzioni per garantire che nessun lavoratore rimanga senza prospettive. Il monitoraggio ministeriale e gli incontri regionali saranno gli strumenti per costruire percorsi concreti di tutela e accompagnamento alla ricollocazione.

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