La recente presa di posizione di Ryanair contro la decisione del Consiglio regionale della Sardegna ha riacceso il dibattito sul futuro dei collegamenti aerei dell’isola. La compagnia irlandese ha definito bizzarra la scelta di rinviare l’abolizione dell’addizionale municipale, sostenendo che la misura avrebbe generato un effetto trasformatore sul traffico e sull’occupazione locale.
Dal canto suo, la politica regionale vive tensioni interne: il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, invita la giunta a evitare quello che definisce un “disastro annunciato” e a stanziare le risorse necessarie per coprire la tassa. Tra numeri, minacce e paragoni con altre regioni italiane, il confronto si concentra su costi, benefici e scenari possibili per la Sardegna.
I numeri di Ryanair e le promesse di crescita
La compagnia ha presentato uno scenario dettagliato su cosa potrebbe accadere con l’abolizione dell’addizionale comunale. Secondo Ryanair, l’eliminazione della tassa avrebbe portato a un aumento di oltre 2 milioni di passeggeri all’anno, pari a una crescita stimata del 40% del traffico, l’introduzione di quattro aeromobili aggiuntivi e la creazione di una nuova base nel Nord Sardegna con oltre 900 posti di lavoro locali.
Investimenti e rotte
Nella sua nota la compagnia quantifica anche un investimento stimato in circa 400 milioni di dollari legato all’introduzione dei velivoli e allo sviluppo delle infrastrutture operative. Ryanair ha inoltre elencato nuove possibili rotte nazionali e internazionali verso mercati come Germania, Francia, Regno Unito e Paesi nordici, presentando l’abolizione della tassa come leva per attrarre collegamenti e turismo inbound.
Il paragone con altre regioni e le ripercussioni competitive
Per rinforzare la propria tesi, Ryanair ha portato esempi concreti di territori che, abolendo l’addizionale, hanno registrato aumenti significativi del traffico. Tra le regioni citate emergono risultati notevoli: Abruzzo (+80% di traffico), Calabria (+100% di capacità e una nuova base a Reggio), Friuli Venezia Giulia (+140% di traffico), Sicilia (più 1 milione di passeggeri annui) ed Emilia-Romagna (+50% di traffico). Questi numeri servono all’azienda per sostenere che la Sardegna rischia di essere superata nella competizione per i futuri investimenti.
Il rischio di perdita di capacità
Ryanair sottolinea che nei prossimi anni riceverà una flotta di nuovi B737 MAX-10 e che l’allocazione di questi aeromobili sarà decisa in base alla competitività dei mercati. L’argomentazione chiave è che, se la Sardegna non si adeguerà, potrebbe non solo perdere opportunità di crescita ma anche vedere ridotta la capacità aerea attuale in favore di regioni o Paesi più attrattivi dal punto di vista fiscale.
Reazioni politiche e scenari locali
La nota della compagnia ha provocato reazioni immediate dalla politica regionale. Paolo Truzzu (FdI) ha richiamato l’urgenza di intervenire, accusando la maggioranza di campo largo di ritardi e divisioni che, a suo avviso, bloccherebbero lo sviluppo dell’isola. Truzzu propone di coprire con una variazione di bilancio i circa 32 milioni di euro necessari per sostenere l’abolizione dell’addizionale comunale e attivare così la crescita promessa.
Critiche sulle rotte in continuità territoriale
Sulla questione è tornata anche la critica di Ryanair verso le politiche regionali che ancora puntano su rotte in continuità territoriale giudicate dalla compagnia poco efficienti. L’invito è a ripensare la strategia puntando su collegamenti sostenibili e tariffe più basse, strumento che secondo il vettore favorirebbe turismo e occupazione.
Il dibattito resta aperto: da un lato l’offerta di Ryanair parla di posti di lavoro, investimenti e nuove connessioni; dall’altro le ragioni politiche e le valutazioni di bilancio della Regione portano al rinvio delle decisioni. Nel mezzo, la Sardegna osserva il confronto, consapevole che la scelta sull’addizionale municipale avrà risvolti concreti sulla mobilità, sull’economia e sulla capacità dell’isola di competere nel mercato europeo dei trasporti aerei.