Olbia ha vissuto una serata intensa, con circa 300 cittadini che hanno riempito le vie tra via Vittorio Veneto e via Fiume d’Italia per chiedere maggiore sicurezza e legalità. La manifestazione, organizzata in risposta agli ultimi episodi di violenza, ha visto la partecipazione di residenti, commercianti e famiglie, tutti uniti sotto le bandiere tricolori e quelle dei Quattro Mori.
La presenza delle forze dell’ordine è stata massiccia, con un importante dispiegamento di Polizia e carabinieri a presidiare la zona. La piazza ha voluto mandare un messaggio chiaro: la richiesta di sicurezza non è un atto di contrasto ma una richiesta di tutela per vivere la città senza paura. Tra la gente, il tema principale è stato proprio la legalità ribadita più volte come carattere fondamentale dell’iniziativa.
Le parole del sindaco Nizzi e le misure annunciate
La manifestazione è arrivata a poche ore dalle dichiarazioni del sindaco Settimo Nizzi che ieri aveva escluso l’ipotesi di ronde o iniziative di giustizia fai da te. Nizzi ha annunciato la volontà dell’amministrazione di istituire un nucleo speciale della Polizia locale formato da personale esperto, per rafforzare i controlli e affiancare le altre forze dell’ordine. Il sindaco ha anche parlato della necessità di mantenere Olbia nell’ambito della legalità, sottolineando che la città non è in balia della criminalità.
Tra le misure annunciate, Nizzi ha parlato di controlli specifici in determinate vie e abitazioni, con l’identificazione di persone che affittano case in nero. Ha anche menzionato la necessità di riqualificare alcune strade, come via Fiume d’Italia, per migliorare il decoro urbano e potenziare l’illuminazione. Un appello è stato lanciato ai cittadini: segnalare i problemi, anche in forma anonima.
La voce dei cittadini e le richieste alla giustizia
Dalla piazza è arrivata una richiesta molto netta sul tema della giustizia e della certezza della pena. “La pena va scontata tutta”, è stato detto, accompagnando il concetto con una considerazione altrettanto forte: se chi delinque non viene punito, continuerà a farlo. Questo messaggio si inserisce nel clima di preoccupazione cresciuto nelle ultime settimane, soprattutto dopo l’aggressione avvenuta in un ristorante della zona, dove quattro persone sono rimaste ferite.
Tra gli interventi, c’è stato anche quello di Marco Piro esponente di Fratelli d’Italia che ha parlato non nella sua veste politica, ma in quella di padre e cittadino. Piro ha espresso la sua vicinanza alle persone coinvolte nell’aggressione e ha ricordato l’importanza di non lasciare che episodi del genere rimangano impuniti. Ha anche espresso il suo rammarico per le polemiche che hanno preceduto la manifestazione e per i dubbi espressi da alcune persone sull’opportunità di partecipare.
Il grido di appartenenza e la richiesta di collaborazione
Un grido che ha raccolto lunghi applausi è stato “Olbia è nostra e ci appartiene”. Questa frase racchiude il sentimento di molti dei presenti, convinti che il primo passo per contrastare il degrado sia proprio quello di tornare a vivere gli spazi della propria città, senza lasciarli vuoti e senza rassegnarsi alla paura. “Oggi non siamo qui per fare propaganda politica”, è stato ribadito durante gli interventi. Il tema della sicurezza, è stato sottolineato, deve andare oltre gli schieramenti politici: “Non dobbiamo cedere neppure di un millimetro”, perché non può diventare normale uscire di casa e avere paura per la propria incolumità.
La manifestazione si è trasformata in un momento di confronto molto più ampio rispetto alla semplice protesta contro il degrado. Da una parte la richiesta alle istituzioni di garantire maggiore sicurezza, dall’altra la volontà dei cittadini di tornare protagonisti della vita della città. Il messaggio che sembra emergere dalla piazza di San Simplicio è quello di non delegare tutto alle istituzioni, ma nemmeno sostituirsi ad esse. Collaborare, segnalare, partecipare e pretendere risposte.



