In Sardegna, il dibattito sulle energie rinnovabili e la gestione del 41bis sta mettendo a dura prova le relazioni tra le istituzioni locali e i partiti politici. La presidente della Regione, Alessandra Todde e il segretario regionale di Forza ItaliaPietro Pittalis sono al centro di un acceso confronto che coinvolge anche Emanuele Orsini presidente di Confindustria.
La discussione è iniziata dopo che Orsini ha proposto l’istituzione di un commissario per accelerare gli investimenti nelle rinnovabili, una proposta che Todde ha respinto con fermezza, rivendicando il proprio ruolo istituzionale. Pittalis ha criticato la posizione di Todde, sostenendo che la politica regionale sulle rinnovabili sia fallimentare e che un commissario potrebbe essere la soluzione.
Le critiche di Pittalis e la risposta di Perantoni
Pittalis ha accusato Todde di non aver saputo gestire la transizione energetica in Sardegna, sottolineando che la Corte Costituzionale ha bocciato le norme regionali sulle rinnovabili. Secondo il segretario di Forza Italia, un commissario potrebbe garantire tempi certi e sbloccare investimenti che oggi rischiano di rimanere fermi.
Mario Perantoni, deputato del M5s, ha risposto a Pittalis, ricordando che la Sardegna non ha bisogno di un commissario che decida al posto suo, ma di poter pianificare il proprio territorio e governare la transizione energetica nell’interesse dei sardi. Perantoni ha sottolineato che la Regione ha già individuato le aree idonee e destinato quasi un miliardo di euro all’autoconsumo e alle comunità energetiche.
Le contraddizioni del centrodestra sulle rinnovabili e il 41bis
Il centrodestra è stato accusato di contraddirsi apertamente sulle rinnovabili. Da un lato, in Sardegna, chiede il rispetto del paesaggio e dell’ambiente, dall’altro, a Roma, impugna il decreto regionale davanti alla Corte Costituzionale. La stessa incoerenza si riscontra nella gestione del 41bis.
Il governo di Giorgia Meloni ha ridotto a sette le carceri per il 41bis, tre delle quali in Sardegna, dove finiranno 250 dei 740 condannati. Questa concentrazione di criminali pericolosi espone l’isola a rischi concreti di infiltrazioni della malavita organizzata. I parlamentari sardi del centrodestra non hanno mai criticato il ministro della Giustizia Carlo Nordio preferendo invece attaccare Todde e la sua maggioranza.
Le responsabilità del governo e le critiche alla Todde
La Todde non è esente da critiche. La sua amministrazione avrebbe potuto fare di più in questi due anni e mezzo, nonostante le pressioni dei media e dei comitati contrari all’eolico e al fotovoltaico. Tuttavia, la realtà è che il governo centrale ha scaricato sulla Regione responsabilità che spettano a Roma.
La politica regionale ha bisogno di regole solide e di una pianificazione territoriale che tenga conto degli interessi dei sardi, senza cedere alle pressioni della propaganda politica.



