Il Calcio è stato scelto come filo conduttore per un incontro speciale organizzato dal programma “Sardegna Cup – Oltre i Confini”. L’evento, tenutosi al CRAI Sport Center di Assemini, ha messo in campo i giovani provenienti dai Centri di Accoglienza Straordinaria di Bonorva e Monastir, dimostrando come lo sport possa superare barriere culturali e linguistiche.
Promosso dall’Assessorato regionale del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, dal Comitato Regionale Sardegna LND-FIGC e dal Cagliari Calcio, con la collaborazione della Lega Serie A, il progetto punta a valorizzare la multiculturalità attraverso il linguaggio universale del calcio, creando occasioni concrete di inclusione e partecipazione.
La giornata di “Oltre i Confini” al CRAI Sport Center di Assemini
Il pomeriggio ha visto la presenza di figure istituzionali e sportive di rilievo: Ignazio Boi per la Regione Sardegna, Gianni Cadoni Presidente del Comitato Regionale Sardegna LND-FIGC, Luca De Simoni responsabile dell’Area CSR della Lega Nazionale Dilettanti, Elisabetta Scorcu responsabile dei progetti CSR del Cagliari Calcio, Omar Daffe CSR Senior Specialist della Lega Serie A e Gian Piero Pinna responsabile dell’Area Sociale del Comitato Regionale. La loro partecipazione ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato tra istituzioni e sport per affrontare temi di integrazione.
Partecipanti e organizzatori
Le due squadre, provenienti rispettivamente da Bonorva e Monastir, hanno indossato kit forniti dalla Lega Serie A, evidenziando il sostegno concreto del massimo campionato italiano. A bordo campo erano presenti Max Canzi, direttore del settore giovanile del Cagliari, e Oscar Erriu, coordinatore tecnico, che hanno garantito un ambiente sicuro e professionale per tutti i partecipanti.
La partita: un confronto sportivo e culturale
La sfida amichevole, pur non avendo lo scopo di determinare un vincitore, è stata caratterizzata da un’alternanza di attacchi e difese curata da due tecnici di spicco: Robert Acquafresca e Francesco Pisano, entrambi impegnati nel vivaio rossoblù. Gli allenatori hanno lavorato in maniera intensiva con gli attaccanti e i difensori, offrendo consigli tattici e motivazionali, trasformando il campo in un laboratorio di crescita personale e sportiva.
Allenatori e dirigenti a bordo campo
Acquafresca e Pisano, oltre a dirigere le attività sul campo, hanno svolto un ruolo di mentorship, enfatizzando il valore del lavoro di squadra e della disciplina. Le parole di Luca De Simoni, coordinatore dell’Area CSR della LND, hanno rimarcato che “il calcio è anche accoglienza”, evidenziando come progetti di questo tipo offrano un terreno di crescita comune per le persone e le comunità coinvolte.
Impatto sociale e dichiarazioni ufficiali
Ignazio Boi ha ricordato che “lo sport è comunità” e che iniziative come questa devono essere parte integrante dei programmi regionali di immigrazione. Elisabetta Scorcu ha sostenuto che il calcio “mette insieme persone, storie e culture diverse, creando uno spazio in cui le differenze diventano occasione di arricchimento reciproco”. Gianni Cadoni ha inoltre sottolineato la possibilità che da questi incontri nasceranno “atleti del futuro e cittadini consapevoli della Sardegna”.
Omar Daffe, CSR Senior Specialist della Lega Serie A, ha definito l’esperienza una “nuova possibilità di vita” per chi ha già affrontato difficoltà, evidenziando come la presenza dei giovani sul prato verde, solitamente riservato ai professionisti, rappresenti un concreto passo verso l’integrazione.
Il progetto “Sardegna Cup – Oltre i Confini” dimostra,



