17 Settembre 2026 ☀ 25°

Pedoni costretti a usare la pista ciclabile: la crisi di Assemini

Pista di Assemini in rovina, leggi per attraversare in bici e studio svizzero sul rischio ciclistico.

Pedoni costretti a usare la pista ciclabile: la crisi di Assemini

Una cittadina ha documentato con foto notturne lo stato di abbandono della pista ciclabile che collega Assemini a Decimomannu. I marciapiedi sono quasi scomparsi sotto un fitto manto vegetativo e rifiuti vari, creando una situazione in cui i pedoni sono costretti a invadere la corsia riservata alle biciclette. L’oscurità della sera rende il percorso ancora più insidioso, alimentando il timore di incidenti.

Condizioni critiche della pista ciclabile Assemini-Decimomannu

Le foto mostrano punti in cui la vegetazione ha invaso completamente il sentiero pedonale: sterpaglie alte, rami sporgenti e rifiuti abbandonati rendono il marciapiede impraticabile. Nei tratti più compromessi, l’unica via possibile è scendere dalla zona pedonale e attraversare la ciclopedonale generando un conflitto diretto con i ciclisti. Le autorità comunali non hanno ancora avviato interventi di sfalcio o pulizia lasciando i residenti a esprimere proteste per la mancanza di manutenzione ordinaria.

Vegetazione incontrollata e ostacoli permanenti

Gli alberi lungo il tratto non sono stati potati da anni: i rami caduti ostacolano la visuale sia dei pedoni sia dei ciclisti. Inoltre, la presenza di rifiuti solidi a bordo strada ha spinto le persone a deviare il percorso, aggravando il rischio di cadute in condizioni di scarsa illuminazione. Gli abitanti chiedono un piano d’intervento urgente per ripristinare il decoro e garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Che cosa prevede il Codice della Strada per attraversare in bicicletta

Secondo la normativa italiana, il ciclista è considerato veicolo finché rimane in sella. Per usufruire della precedenza offerta alle persone che attraversano le strisce pedonali è obbligatorio scendere dal sellino, spingere la bicicletta a mano e percorrere la zona a piedi. Questa distinzione è sancita dall’art. 182, comma 4, del codice della strada, che prevede la necessità di conduzione a piede quando le condizioni di traffico lo richiedono.

Quando il ciclista diventa pedone

La giurisprudenza recente (Cassazione, n. 2363/2026) ha ribadito che restare in sella durante l’attraversamento annulla la protezione legale del pedone. Chi decide di pedalare sulle strisce pedonali si espone a responsabilità in caso di incidente, poiché l’azione è considerata una manovra di un veicolo su una zona destinata a chi cammina a velocità ridotta. Il regolamento di attuazione (art. 377, comma 2) aggiunge che, in presenza di traffico intenso, il ciclista deve sempre scendere e spingere il mezzo per evitare pericoli.

Lo studio svizzero mette in luce il doppio rischio per i ciclisti

Un’indagine condotta dal Politecnico federale di Zurigo e dall’Università di Twente, pubblicata sul Journal of Safety Research ha confrontato gli incidenti ciclistici in Svizzera e nei Paesi Bassi tra il 2019 e il 2022. I risultati mostrano una media di 0,19 incidenti ogni 100.000 km percorsi in Svizzera, contro 0,09 nei Paesi Bassi: più del doppio. Il gap si accentua soprattutto negli incroci, vicino a fermate di autobus e tram, e nelle zone dove le piste ciclabili condividono la carreggiata con il traffico veicolare.

Le autorità olandesi hanno ridotto i punti di conflitto separando le piste dalle fermate dei mezzi pubblici e installando semafori dedicati ai ciclisti. Inoltre, la riduzione del limite di velocità da 50 km/h a 30 km/h nelle aree urbane ha quasi triplicato la sicurezza dei ciclisti, secondo lo stesso studio. Pur non essendo direttamente trasferibile al contesto comasco, il confronto suggerisce che migliorare la separazione fisica tra biciclette, pedoni e automobili è fondamentale per abbassare il tasso di sinistri.

Nel frattempo, la normativa italiana impone regole precise per l’attraversamento in bicicletta, e i dati svizzeri ricordano che la progettazione urbana è determinante per la sicurezza dei ciclisti.

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