3 Giugno 2026 ☀ 19°

Indagini nel Nuorese scoprono contratti falsi, furti simulati e contributi indebitamente percepiti

Tre procedimenti nel Nuorese riguardano l'uso di contratti falsi, la simulazione di un furto e attestazioni su terreni e proprietari ignari per ottenere contributi ARGEA non dovuti.

Indagini nel Nuorese scoprono contratti falsi, furti simulati e contributi indebitamente percepiti

Negli ultimi controlli sui finanziamenti al settore rurale condotti in provincia di Nuoro, i Carabinieri hanno avviato tre distinti filoni investigativi che hanno portato a denunce per truffa aggravata in relazione a contributi pubblici percepiti indebitamente.

Le indagini, svolte nell’ambito di una strategia congiunta per contrastare le frodi comunitarie in agricoltura, hanno ricostruito diversi meccanismi: dalla stipula di contratti di affitto fittizi alla falsificazione dei fascicoli aziendali, fino alla simulazione di un furto di bestiame.

Il caso dei contratti di affitto fittizi nell’agro di Budoni

I primi accertamenti hanno interessato una società con sede legale a Desulo i cui amministratori, secondo i militari della Stazione di Budoni, avrebbero fatto ricorso a contratti falsi per terreni situati nell’agro di Budoni. Le richieste di contributo presentate ad ARGEA avrebbero quindi beneficiato di superfici inesistenti o non correttamente documentate.

Per questo filone tre soci e amministratori sono stati denunciati e il Tribunale di Nuoro ha disposto il rinvio a giudizio. L’importo contestato ai fini dell’erogazione indebita ammonta a 303.099 euro, somma che costituisce la parte più rilevante delle risorse sotto esame.

Meccanismi e rilevanza dell’accertamento

Le indagini hanno evidenziato come la documentazione prodotta fornisse una rappresentazione non veritiera della disponibilità dei terreni: in pratica, sono stati utilizzati atti che simulavano rapporti di locazione inesistenti per qualificare le aziende come beneficiarie di specifici aiuti. Questo tipo di operazione colpisce direttamente la corretta destinazione delle risorse pubbliche e compromette la concorrenza tra operatori agricoli.

Falsi atti e uso dei dati catastali a Gavoi

A Gavoi i Carabinieri della locale Stazione hanno individuato un secondo filone che vede coinvolto un allevatore accusato di aver attestato nei fascicoli aziendali la proprietà di numerosi terreni per gli anni 2026-2026. In alcuni casi sarebbe stata simulata la stipula di contratti di comodato d’uso gratuito intestati alla moglie, non più in vita, per giustificare la disponibilità di superfici o diritti d’uso.

Secondo gli accertamenti, i reali proprietari dei terreni interessati non erano a conoscenza dell’uso dei loro dati catastali. L’indagato è stato denunciato per truffa aggravata e per falso ideologico commesso da privato in atto pubblico, con somme contestate complessivamente pari a 82.366,27 euro.

Implicazioni legali e amministrative

La falsificazione dei fascicoli aziendali e l’uso improprio di atti di comodato investono sia profili penali che amministrativi: da un lato la Procura valuta la denuncia per truffa; dall’altro gli enti erogatori come ARGEA possono attivare procedure di recupero delle somme e sanzioni amministrative. Il caso sottolinea anche la necessità di controlli incrociati sui dati catastali e sulle intestazioni effettive dei beni.

La simulazione del furto di ovini a Orotelli

Il terzo episodio ricostruito riguarda un allevatore di Orotelli che, in occasione del censimento effettuato dall’ASL, avrebbe simulato il furto di 350 ovini per giustificare la loro assenza dall’azienda. Tale dichiarazione avrebbe determinato la percezione di contributi ARGEA per un importo pari a circa 42.000 euro.

Per questo motivo l’allevatore è stato denunciato con l’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Effetti sul settore e prevenzione

La simulazione di eventi come il furto del bestiame non solo altera le statistiche di settore, ma sottrae risorse destinate al sostegno di imprese agricole che operano in regola. Le autorità sottolineano l’importanza di verifiche puntuali durante i censimenti e le procedure di controllo per individuare incongruenze tra dichiarazioni aziendali e verifiche sul campo.

Quadro complessivo e reazioni

Sommandosi, le somme contestate nei tre procedimenti ammontano a circa 427.465,27 euro secondo i conteggi dettagliati per ciascun caso (303.099 euro, 82.366,27 euro e circa 42.000 euro). Alcune fonti riportano stime più alte, fino a indicare che i benefici indebiti possano avvicinarsi a 500.000 euro, ma il dato ufficiale rimane legato agli importi contestati caso per caso dalle indagini.

Le attività investigative, coordinate con la Procura della Repubblica di Nuoro, rientrano in un piano più ampio volto a contrastare le frodi sui fondi agricoli e a garantire che le risorse comunitarie e nazionali siano impiegate secondo le finalità previste. I procedimenti penali proseguiranno nelle sedi competenti, mentre gli enti erogatori valuteranno eventuali azioni amministrative per il recupero delle somme e l’applicazione di sanzioni.

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