Di fronte a una crisi strutturale che ha paralizzato reparti chiave del territorio, la ASL Oristano ha varato una nuova strategia: reclutare medici, infermieri e tecnici di radiologia provenienti da Argentina e Cuba. L’obiettivo è coprire le carenze operative, ma la misura richiede anche una rete di alloggi temporanei per i professionisti, che dovranno risiedere nella provincia a partire dal 2027.
L’ASL di Oristano richiede alloggi per 80 professionisti sanitari stranieri
Nel bando pubblicato sull’albo pretorio, la direzione generale ha chiesto a strutture ricettive dei comuni di Oristano, Bosa e Ghilarza di offrire sistemazioni adeguate. Sono previsti 44 posti per Oristano, 19 per Bosa e 17 per Ghilarza, per un totale di 80 nuovi operatori che entreranno in servizio il prossimo anno. La normativa regionale impone la registrazione di un indirizzo abitativo, non solo lavorativo, così da velocizzare le pratiche di ingresso e soggiorno in Italia.
Requisiti richiesti alle strutture ricettive
Le strutture interessate devono essere abilitate a svolgere attività ricettiva e disporre di camere singole con bagno privato. È fondamentale la possibilità di accesso 24 ore su 24, per adeguarsi ai turni dei sanitari. Inoltre, la struttura dovrà fornire l’indirizzo esatto da indicare nei documenti amministrativi, facilitando così la regolarizzazione del permesso di soggiorno e del lavoro. Le manifestazioni di interesse, anche se non vincolanti, devono pervenire entro il 21 settembre 2026 tramite PEC.
L’associazione ex esposti amianto mette in guardia sulla reale efficacia dell’intervento
Giampaolo Lilliu, presidente dell’Associazione regionale ex esposti amianto ha definito la decisione della ASL una “soluzione già vista”. Secondo Lilliu, la proposta di reclutare medici stranieri non elimina le liste d’attesa alle visite specialistiche né risolve il problema delle agende chiuse. “I cittadini sono costretti a rivolgersi al privato per garantire il diritto alla prevenzione”, ha sottolineato, evidenziando l’urgenza di interventi concreti sul fronte della pneumologia settore cruciale per la sorveglianza degli ex esposti amianto.
L’associazione ha chiesto un incontro con la Direzione Generale per discutere soluzioni operative, ma la risposta è finora rimasta inascoltata. Lilliu invita la ASL a focalizzarsi sulle emergenze attuali, dal momento che l’attivazione dei medici stranieri richiederà tempi lunghi e non potrà colmare le lacune esistenti nel frattempo.
Le sfide operative e le prospettive per il 2027
Il piano regionale, di cui l’ASL di Oristano è una delle prime adozioni, prevede il potenziamento di reparti come Pronto soccorso, Radiologia, Medicina d’emergenza e Pneumologia. Tuttavia, la dipendenza da specialisti in convenzione e contratti liberi ha creato una fragilità strutturale. Le liste d’attesa, che negli ultimi mesi hanno raggiunto numeri record, rimangono un indicatore della necessità di più personale stabile, non solo temporaneo.
Nel frattempo, la ricerca di alloggi per i nuovi professionisti rappresenta anche un’opportunità per il settore turistico locale. L’arrivo delle famiglie dei medici potrebbe generare ricadute economiche significative per le strutture ricettive, anche quelle di dimensioni più contenute. La sfida, tuttavia, resta conciliare la rapidità del reclutamento con la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini.
La gestione delle emergenze sanitarie, la riduzione delle liste d’attesa e la tutela dei diritti dei pazienti richiedono interventi coordinati e tempestivi, ben prima che i primi medici arrivino sul territorio.



