Dal 1 al 4 ottobre la cittadina algerese sarà l’epicentro del World Rally Championship 2026. La ventitreesima edizione del Rally Italia Sardegna ha assunto un ruolo decisivo dopo l’uscita dal calendario della tappa saudita: per la prima volta la gara sarda chiuderà la stagione e assegherà il titolo mondiale nella classe Pilot.
La manifestazione è stata presentata nella cornice elegante delle Tenute Sella&Mosca, dove sono intervenuti i vertici dell’Automobile Club d’Italia, della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Alghero. Tra i relatori spiccano il presidente dell’ACI Geronimo La Russa, la presidente regionale Alessandra Todde e il sindaco Raimondo Cacciotto, tutti impegnati a sottolineare l’importanza sportiva ed economica dell’evento.
Il programma sportivo: tappe, prove speciali e novità tecniche
Il percorso, firmato dall’ex campione del mondo Tiziano Siviero, prevede 17 prove speciali per un totale di 307,15 km di sterrato. La gara si articola in quattro giornate, dal giovedì al domenica, con tappe che attraversano Monte Acuto, Anglona, Nurra e, in parte, la Gallura.
Giovedì 1 ottobre – Shakedown e spettacolo in arena
Il weekend prenderà il via con lo shakedown di Monte Baranta, un tracciato storico che ricomprende la zona della miniera di bauxite. Nel pomeriggio seguirà la prima prova vera e propria sull’Ittiri Arena, appositamente pensata per il pubblico, prima della tradizionale street parade di Alghero e della cerimonia di avvio.
Venerdì 2 ottobre – Tre speciali di media lunghezza
Il sabato si aprirà con la sezione “Tula-Erula” (18,77 km), caratterizzata da rapidi cambi di ritmo e dal suggestivo tratto tra gli impianti eolici. Proseguiranno “Su Filigosu-Lerno” (17,83 km) e la più lunga “Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno” (23,23 km), che parte dall’arena di Alà dei Sardi.
Sabato 3 ottobre – La giornata più impegnativa
Il 3 ottobre offrirà il massimo di adrenalina con tre speciali, tra cui la classica “Lerno-Sa Conchedda-Monti di Alà” (24,14 km) proposta due volte, la rapida “Coiluna-Loelle” (24,83 km) e la novità assoluta “Solorché” (12,86 km), che attraversa il galoppatoio di Pattada con un salto spettacolare.
Domenica 4 ottobre – Power Stage sul mare
La conclusione prevede due passaggi sulla “Osilo-Tergu” (23,71 km) e la celebre “Sassari-Argentiera” (7,10 km). Il secondo giro di quest’ultima sarà la Wolf Power Stage con sabbia, variazioni di ritmo e una vista mozzafiato sul mare, e segnerà gli ultimi chilometri cronometrati del WRC 2026. Il podio è previsto alle 17.00 ad Alghero.
Le contese per il titolo: protagonisti e statistiche
In gara saranno 60 equipaggi provenienti da 28 nazionalità. L’Italia è la più rappresentata con 20 squadre, di cui sette sarde. La classe Rally1 vedrà 11 ingressi: Toyota schiererà Elfyn Evans, Sami Pajari, Oliver Solberg, Takamoto Katsuta e Sébastien Ogier; Hyundai presenterà Thierry Neuville, Adrien Fourmaux e Dani Sordo; M-Sport Ford arriverà con Josh McErlean, Jon Armstrong e Mārtiņš Sesks.
Al comando della classifica piloti troviamo Elfyn Evans (230 punti), seguito da Sami Pajari (213) e Oliver Solberg (209). Con 35 punti ancora disponibili tra la classifica generale, la Super Sunday e la Power Stage, la lotta rimane aperta fino all’ultimo chilometro. Anche i campioni Sébastien Ogier e Thierry Neuville saranno presenti, aggiungendo ulteriore fascino alla sfida finale.
Nel gruppo WRC2 la Škoda Fabia RS Rally2 di Robert Virves ha già confermato il titolo di categoria, ma altri volti di spicco – Teemu Suninèn, Andreas Mikkelsen, Emil Lindholm e Léo Rossel – sfideranno per il podio finale. La composizione internazionale e la varietà di esperienze rendono il raduno di Alghero un vero banco di prova per le future generazioni.
Oltre alla corsa per il mondiale, il 2026 segna l’ultima stagione del ciclo regolamentare Rally1. Dal 2027 entrerà in vigore il nuovo quadro tecnico WRC27 facendo di questa edizione l’addio definitivo alle auto che hanno dominato il campionato negli ultimi anni.



